Il Tirreno

Di fronte al gup

Uomo portato in questura senza l'ok del pm: poliziotti a processo a Massa

Libero Red Dolce
Uomo portato in questura senza l'ok del pm: poliziotti a processo a Massa

Fu preso dai domiciliari nonostante il parere contrario del magistrato. Per le difese si accavallarono i tempi

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MASSA. . Dibattuto ieri mattina di fronte alla gup Marta Baldasseroni il procedimento nei confronti di quattro poliziotti. Sono accusati di abuso d’ufficio, falso, procurata evasione e sequestro di persona, in un’intricata questione legata al trasferimento in questura di un uomo, detenuto ai domiciliari e trattenuto negli uffici. Il tutto, sostiene la procura, nonostante la pm di turno, Roberta Moramarco, “avesse loro ordinato di non farlo senza atto giudiziario”. La gup si è presa qualche tempo per valutare le memorie difensive, disponendo un rinvio per repliche al prossimo 12 maggio.

La vicenda risale al 2018, quando le volanti intervennero nell’abitazione di una donna, sorella di un uomo che stava scontando una pena ai domiciliari. Quel giorno in questura manca il dirigente delle Volanti e arriva una chiamata che gestisce un ispettore. Gli viene detto che il soggetto in questione sta creando dei problemi. E così è stata attivata una macchina per andarlo a prelevare e portare l’uomo in questura. Secondo la ricostruzione delle difese, l’intento era di calmare l’uomo, perché si trovava in casa con altre persone. Dunque temendo per la loro incolumità.

Lui era in casa con la sorella ma l’uomo non poteva essere ammanettato, non avendo lei sporto alcuna querela. Anche le minacce sono un reato perseguibile a querela.

L’abitazione non si trova lontano dalla questura e le volanti lo portano in poco tempo sul posto.

Nel frattempo l’ispettore avvisa telefonicamente la pm di turno, spiegando di avere ordinato di condurre l’uomo in questura perché stava andando in escandescenze.

La pm però non ha ritenuto però che gli agenti si stessero comportando in maniera corretta, ordinando di riaccompagnarlo subito alla sua abitazione.

L’uomo però in questura arriva e ci rimane un po’. Qui le versioni di difesa e procura differiscono. Secondo l’accusa infatti l’uomo verrà trattenuto per due ore: dalle 13.30 alle 15.30. Secondo la difesa invece sarebbe stato trattenuto per un tempo molto inferiore: circa venti minuti, mezz’ora al massimo.

Secondo la difesa l’uomo è rimasto lì, nonostante il parere contrario della pm, perché mentre l’ispettore era al telefono con il magistrato, la volante scaricava l’uomo negli uffici. E subito dopo ripartiva. A quel punto, siamo sempre nell’ambito della ricostruzione difensiva, non c’erano altre auto a disposizione immediata per riaccompagnarlo. L’ispettore dunque non avrebbe parlato con gli agenti che lo avevano prelevato perché era impegnato al telefono con la pm, mentre gli agenti erano in contatto radiofonico con la sala operativa.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Marco Mansi, gli agenti invece omisero di avvisare il magistrato degli sviluppi della vicenda e “in particolare se vi foseero pericoli per l’incolumità dei parenti” dell’uomo ai domiciliari. E, inoltre, sono accusati di avere omesso nella loro relazione di averlo accompagnato, trattenuto e infine riaccompagnato a casa. —

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