Il Tirreno

Lo studio: «Carenza di ossigeno e maleodoranze al lago di Porta di origine naturale»

Manuela D’Angelo
Lo studio: «Carenza di ossigeno e maleodoranze al lago di Porta di origine naturale»

Montignoso, l’università di Firenze esclude l'inquinamento anche se non sono chiare ancora le motivazioni della morte del canneto

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MONTIGNOSO.  Uno studio sul Lago di Porta di Montignoso, realizzato dall'università di Firenze, oggi ci dice che l'acqua del lago non è inquinata e che i cattivi odori che fuoriescono dal suo interno e si spargono fastidiosamente nell'aria, sono dovuti a caratteristiche e circostanze naturali.

Un lago in buona salute, dunque, se non fosse che per gli studiosi è da definirsi in stato ecologico “scarso” a causa della carenza di ossigeno e ossigenatura all'interno dell'acqua.

Questo il più grande problema del lago di Porta sollevato dall'università di Firenze, che con il suo studio ha dato i via ad un primo tassello di un progetto molto ampio che riguarderà nei prossimi anni la tutela dell'acqua, la difesa dall'acqua e le potenzialità di quell'ecosistema, anche in funzione del turismo.

A sollecitare l'interesse per il lago di Porta è stata la Regione Toscana che ha inserito il lago montignosino nel “contratto di lago” (estensione del più famoso contratto di fiume), una idea della Comunità europea che dal 2000 riunisce attorno a tavoli di lavoro diversi soggetti con l'obiettivo di tutelare e valorizzare gli ambienti fluviali.

Per capire come poter risolvere i problemi del lago di Porta che sono essenzialmente due, la retrocessione e quindi la morte del canneto e i cattivi odori emanati dalle acque, l'università di Firenze ha prima di tutto cercato di capire le cause di questi effetti.

Lo studio, durante un incontro organizzato da Tania Mattei referente per Cominità Interattive e dal Comune di Montignoso, è stato spiegato dalla dottoressa del Dipartimento di Scienze della terra UniFi Stefania Venturi e rivela che «il canneto sta subendo quello che in gergo si chiama sindrome die-back, ovvero sta morendo e si sta ritirando a poco a poco».

Il motivo per cui sta morendo, però, non è ancora accertato: «si parla di cause genetiche e naturali, come il livello raggiunto dall'acqua del lago – spiega sempre la Venturi – o la presenza di parassiti, generati dalle stesse acque. Quando il canneto muore, le piante si accumulano sul fondo, sedimentano, e contemporaneamente privano l'acqua di ossigeno e sprigionano gas, soprattutto H2S, che poi crea i cattivi odori».

I ricercatori nei mesi di luglio e agosto 2020 si sono recati al lago per numerosi sopralluoghi, a tutte le ore del giorno e della notte: «Abbiamo smosso i fondali con un remo- racconta la studiosa- e abbiamo visto emergere bolle di gas. Abbiamo fotografato l'area dall'alto e l'abbiamo ripresa con un drone; abbiamo calcolato la temperatura in 11 punti diversi, e confrontato i parametri sia con l'acqua in entrata dalle sorgenti, sia con quella in uscita dal torrente Montignoso e dal fiume Versilia. Il lago non è inquinato, anche se presenta un ph basso; non ci sono presenze di metalli, l'azoto è elevato e l'ossigeno è scarso. Nei sedimenti abbiamo trovato pirite. Quindi nessuna anomalia chimica».

Inserito come detto nel “Contratto di lago”, il Lago di Porta dovrà negli anni arrivare agli obiettivi prefissati dalla Ce e dalla Regione: dopo il primo step della manutenzione dell'area, il riconoscimento di riserva naturale e infine la funzione sostenibile.

Che fare adesso? Lo studio dell'università di Firenze dovrà indagare ancora sia i miasmi che la moria del canneto, ma il Comune di Montignoso non ha intenzione di rimanere con le mani in mano:«Ho già chiesto un incontro con l'assessore regionale all'Ambiente – dichiara il sindaco Gianni Lorenzetti – a cui vorremmo presentare alcune idee che i nostri uffici hanno elaborato per ovviare ai problemi del Lago di Porta. Tra questi un progetto di ossigenazione delle acque, da sperimentare in una piccola porzione di lago, per capire se si possa iniettare ossigeno senza alterare l'ecosistema». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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