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Massa, le cure intermedie al vecchio ospedale di Massa e il grande aiuto al Noa: 48 posti letto e soltanto tre rimasti liberi
Il dottor Claudio Rasetto fa il punto: abbiamo alleggerito il carico sull’ospedale. Ci sono stati anche dieci accessi al giorno
MASSA. C’è un dato che – nell’onda lunga del terzo picco epidemico – ci incoraggia. E quel dato è il numero dei ricoveri all’ospedale delle Apuane. Numero importante, si intenda, ma in ogni caso più contenuto rispetto ad altri territori. Se ieri – per esplicare il concetto – il Noa contava 55 pazienti positivi, il Versilia ne aveva 106. Numeri più contenuti i nostri e non perché più il Covid non colpisca forte, soprattutto a Massa, piuttosto perché a dare man forte al nostro ospedale ci sono le cure intermedie: 48 posti letti dedicati a pazienti positivi che, pur stando male, non sono in condizioni tali da richiedere il ricovero. Certo le cure intermedie non sono un termometro preciso perché, accogliendo spesso pazienti in dimissione dall’ospedale, fotografano non la situazione attuale, ma quella di qualche settimana prima. Una cosa è assodata, però: quel reparto ha evitato il collasso della struttura ospedaliera. Ha, infatti, registrato, fino a qualche giorno fa, il tutto esaurito con sette, otto, addirittura dieci nuovi ingressi giornalieri. E se nell’ultima settimana gli accessi si sono ridotti a tre, quattro, i posti letto liberi si contano davvero sulle dita di una mano. Ieri di letti vuoti nel vecchio ospedale massese, che le cure intermedie le ospita, ce n’erano soltanto tre.
A fare il punto è il dottor Claudio Rasetto, responsabile delle intermedie Covid: «Il nostro ospedale è meno carico, per così dire, rispetto ad altri periodi per due motivi. Il primo è che, grazie al grande lavoro del direttore Giuliano Biselli, conta su un’ottima organizzazione. Il secondo motivo siamo noi». E con noi intende appunto le cure intermedie Covid: «Assorbiamo – si affida ai numeri – quasi 50 pazienti».
Il reparto, infatti, si articola su due piani, il terzo e il quarto del vecchio ospedale, con una disponibilità complessiva di 47 letti più uno. Più uno perché nelle scorse settimane è stato necessario aggiungere un posto per far fronte alle richieste e garantire ricoveri ai pazienti positivi. Alle intermedie Covid arrivano in gran parte pazienti in dimissione dall’ospedale le cui condizioni, però, per età o patologie pregresse, non sono tali da consentire il rientro a casa. Durate l’ultima ondata epidemica, però, proprio nella logica di “alleggerire” il carico sull’ospedale, molti malati sono arrivati alle cure intermedie direttamente dal pronto soccorso: «Si è trattato spesso – è sempre Rasetto a fare il punto – di persone anziane, in molti casi ospiti delle residenze sanitarie assistite». Arrivavano al pronto soccorso con sintomi importanti, ma che possono avere risposta di cura anche alle intermedie evitando così di occupare ulteriori letti Covid al Noa.
Se è vero che il virus in questa ondata ha contagiato persone più giovani, è altrettanto vero che l’identikit del paziente ricoverato alle cure intermedie non è cambiato: «Si tratta – spiega Rasetto – di persone over 70 che spesso, per la presenza di più patologie, hanno subito gli effetti pesanti della malattia».
Pazienti anziani, ieri solo tre posti liberi e, anche con tutto il personale sanitario vaccinato, le stesse precauzioni assunte durante le precedenti ondate epidemiche: «La nostra attenzione è sempre massima e così deve essere – ci tiene a sottolineare il dottor Rasetto – se i vaccini coprono per il 95 percento, nulla esclude che ciascuno di noi possa essere nel 5 percento di mancata copertura. Certo l’efficacia del vaccino è dimostrata dalla riduzione drastica dei contagi nella popolazione cui sono già state somministrate le dosi. E mi riferisco – chiarisce – ai sanitari e agli ospiti delle strutture sanitarie assistite. È importante essere ottimisti, ma è altrettanto importante che nessuno dimentichi l’importanza delle prescrizione per ridurre i contagi». E superare questa terza ondata, evitando – come ci si augura a seguito della campagna vaccinale – che arrivi la quarta. —
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