Il presidio
Truffa all’Inps, il funzionario di banca conferma
A processo l’ex dipendente accusato di aver creato finti titoli per far ottenere soldi. Per il testimone quelle transazioni ci furono
Libero Red Dolce
carrara. Va avanti il processo che vede imputato un ex dipendente dell’Inps in pensione, Alcide Benedetti, accusato di aver truffato l’ente per essersi impossessato di denaro non suo. Insieme a lui, a processo, ci sono altri dodici. La novità è che in aula due testimoni – un referente di polizia giudiziaria e un funzionario di banca – hanno confermato i pagamenti di illecite prestazioni previdenziali per favorire altri utenti.
Attraverso il software dell’istituto, sostiene l’accusa, aveva modificato le posizioni previdenziali di diverse persone, altre quindici inizialmente, ora ridotte a 12. Per costoro Benedetti avrebbe alterato i documenti informatici dell’Inps per elargire soldi grazie a Tfr fasulli, pensioni di vecchiaia per aziende dove non avevano mai lavorato, malattie inesistenti. Le operazioni riguardano gli anni dal 2002 al 2014.
La procura ipotizza che Benedetti abbia creato finti titoli (dal licenziamento alla maternità) per modificare decine di profili contributivi e garantire pensioni, indennità e corposi trattamenti di fine rapporto. Con un conseguente ritorno economico anche per lui.
Il luogotenente, ascoltato in aula dal collegio presieduto dal giudice Augusto Lama, ha confermato tutte le attività d’indagine che hanno portato alla scoperta delle presunte attività illecite del signor Benedetti. Il testimone ha confermato le indagini fatte e i documenti sui quali si basa l’indagine. L’inchiesta era partita da un’indagine interna ispettiva dell’Inps, dalla quale era scaturita una denuncia.
Il funzionario di banca ha invece confermato che la banca, che aveva il servizio con il conto corrente Inps per pagare quelle che venivano ordinate dall’ente, ha effettivamente pagato tutte quelle prestazioni illecite create attraverso la creazione di finti rapporti contributivi. —
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