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Il vaccino non arriva: addio a Sauro Baldini
Ristoratore conosciuto, suo figlio è il proprietario di Pancino a Marina di Massa. Come over 80 sperava nella sua dose
Claudio Vecoli
MASSA. Aspettava il vaccino e lui – alla soglia dei novant’anni e con una seria cardiopatia con cui era costretto a convivere da tempo – sperava di rientrare nell’elenco degli over 80 che avrebbero dovuto usufruire in tempi rapidi del vaccino. Invece quella dose non è mai arrivata. Per Sauro Baldini, 89 anni, viareggino, ristoratore e cuoco conosciutissimo in Versilia e sul litorale di Massa, è invece arrivato il Covid. Che nel tardo pomeriggio di martedì, dopo una ventina di giorni di calvario fra casa e ospedale, se lo è portato via.
Una morte che – come tante altre di questa terza ondata del virus – porta con sé una dose supplementare di rabbia e amarezza. Perché se il piano vaccinale per gli ultraottantenni, in tutta Italia (ma in particolar modo in Toscana), fosse andato avanti rispettando tempi e priorità, probabilmente le cose sarebbero potute andare diversamente. Ne è convinto anche il figlio Gian Luca Baldini, ristoratore come il padre, che da molti anni è proprietario di Pancino ai Ronchi, sul litorale apuano. «Mio padre – racconta – rientrava in quella fascia di età degli over 80 che avrebbe dovuto essere vaccinata fra i primissimi. E non solo aveva 89 anni, ma soffriva da tempo di problemi cardiaci molto seri e dunque era da considerarsi anche fra quella parte di popolazione ultra fragile che aveva bisogno di essere immunizzata il prima possibile. E invece quella dose di vaccino che avrebbe potuto salvarlo non è mai arrivata e adesso siamo qui a piangerlo, sapendo che poteva andare diversamente».
Alla delusione si aggiunge poi la rabbia. «Oltre ad una vaccinazione per gli ultraottantenni che sta tuttora procedendo con gravissimi ritardi, si scopre che ci sono persone più o meno illustri che sono state vaccinate senza che rientrassero nelle categorie più a rischio. Difficile dire cosa si prova vedendo un padre o una madre che ci lasciano perché la dose di vaccino non è arrivata in tempo».
Sauro Baldini si è contagiato con il Covid alla fine di febbraio. «Sia lui che mia madre – racconta ancora il figlio – vivevano isolati nella loro casa di via San Carlo Borromeo al Marco Polo e da mesi non uscivano di casa proprio per evitare il rischio contagi. Non riusciamo a capire come possano essersi contagiati, visto che anche mia madre ha contratto il coronavirus. All’inizio il medico non ha dato peso ai primi sintomi che hanno manifestato, poi per mio padre la situazione si è aggravata, abbiamo chiesto l’intervento del 118 e si è reso necessario in ricovero in ospedale. Da lì mio padre non è più uscito».
Personaggio conosciutissimo, Sauro Baldini è stato un imprenditore molto attivo a Viareggio e Torre del Lago.Si afferma a Bordighera, sul Ponente ligure, dove diventa chef in un grande albergo della riviera. L’amore per la sua terra, però, nei primi anni Sessanta lo riporta in Versilia. E a Torre del Lago, sul viale Marconi, apre la pizzeria La Cabala. Un’avventura che riscuote subito un ottimo successo, tanto da fagli aprire negli anni Ottanta – sempre a Torre del Lago e sempre sul viale Marconi – un nuovo locale più grande che questa volta chiama col suo nome: ristorante pizzeria Sauro.
Nel frattempo Sauro Baldini mette su anche famiglia. Dal matrimonio con la moglie Benita Malfatti nascono due figli: Gian Luca e Daniela. E proprio Gian Luca segue le orme paterne e si lancia nel mondo della ristorazione acquistando e rilanciando Pancino, affermatissimo locale sul lungomare di Ronchi, a Marina di Massa. E Sauro, negli ultimi anni di attività prima di godersi la pensione, dà una mano al figlio nella gestione del nuovo ristorante.
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