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Biossido di azoto e marmettola, pericolo “gessi rossi”
FIRENZE. «Basta cercare nuove cave esaurite da riempire con i gessi rossi: è tempo che questo rifiuto speciale venga smaltito correttamente in discarica, ed è necessario cancellare le deroghe introdotte nel tempo»: lo ha dichiarato il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, Stefano Vignaroli, annunciando che la commissione stessa ha approvato all'unanimità la relazione sull'inquinamento connesso alla gestione del rifiuto “gessi rossi” a Scarlino (Grosseto). Ottenuti unendo i fanghi rossi scarto di produzione del biossido di titanio con la marmettola, scarto di lavorazione del marmo di Carrara, oltre 3 milioni di tonnellate di gessi rossi sono stati conferiti dal 2004 nella cava esaurita di Poggio Speranzona. L'impiego per il ripristino ambientale della cava è stato approvato nel 2004 con un accordo volontario tra Regione Toscana, Huntsman Tioxide Europe (oggi Venator Italy) che produce il biossido di titanio, Comuni del territorio, provincia di Grosseto, Arpa Toscana e Asl. Ma il rilascio nei terreni di solfati, cloruri, manganese, nichel, cromo e ferro, lamenta la commissione, ha portato nel tempo alla contaminazione delle acque sotterranee alla cava. Il documento, riferisce una nota, è stato trasmesso ai presidenti delle Camere. «Per ogni tonnellata di biossido di titanio, prodotto in Italia solo nello stabilimento di Scarlino, si generano sei tonnellate di gessi rossi, che devono essere smaltiti come rifiuto. Il biossido di titanio - spiega la nota - è usato nella produzione di numerosi oggetti quotidiani, tra cui pitture in campo industriale e civile, plastica, cosmetici, carta, prodotti farmaceutici, fibre, film, inchiostri, catalizzatori, calcestruzzo, materiali da costruzione e purificazione dell'acqua». La Commissione, che aveva già dedicato al tema un approfondimento nella precedente Legislatura nell'ambito della relazione sulla Toscana, ha indagato ulteriormente le diverse modalità di gestione del rifiuto, portando alla luce numerose e gravi criticità ambientali.R.C.
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