Italia
Taglio degli alberi in piazza della Stazione Il no di Italia Nostra
massa. Non piace a Italia Nostra il progetto il rifacimento della storica piazza IV Novembre (per tutti “della Stazione”) messo in campo dall’amministrazione comunale. In particolare, gli ambientalisti sono preoccupati per la riduzione delle alberature e per il ridimensionamento dell’area “a prato”. Inoltre, sostiene Bruno Giampaoli, «il Comune haprogettato la nuova piazza senza un congruo coinvolgimento della città e delle associazioni di tutela. Da qui l’iniziativa di Italia Nostra di scrivere a Soprintendenza, Regione, e ministero dell’Ambiente perchè – ognuno per la sua com,petenza – si adoperi per bloccare il progetto.
«Siamo preoccupati per gli eventuali danni al patrimonio ambientale e naturalistico e chiediamo perciò alle istituzioni un controllo e un parere di merito». In piazza della Stazione (in foto un rendering del progetto) vi sono 66 piante, ha contato Italia Nostra (tra cui 20 palme e 25 alberi di aranci) in ottime condizioni vegetative «e meriterebbero di non essere abbattute anche perché la zona della stazione risulta, abbastanza, inquinata dal traffico ferroviario e automobilistico e le piante sono necessarie all’ossigenazione, al disinquinamento, oltre che ad altre importanti funzioni come l’abbattimento dei suoni dei fumi e delle polveri, inoltre abbelliscono l’area in cui sono radicate e costituiscono un habitat per alcuni gradevoli uccelli comuni come i passeri in particolari il passero domestico, la passera mattugia, storni e simili».
L’associazione sottolinea poi l’importanza del prato e la «riduzione della permeabilità dell’area già caratterizzata da grave dissesto idrogeologico. Ma anche la riduzione della superficie fogliare andrebbe a diminuire, quasi annullare, l’effetto mitigatorio, in quell’area, sia della temperatura specifica sia del contrasto all’inquinamento da traffico veicolare».
Ultimo elemento messo in luce è la fruttificazione delle palme che «rappresentava una parte dell'habitat, come già indicato, di alcune varietà animali, in special modo quella legata ai volatili».
Per queste ragioni, Italia Nostra spera e auspica un intervento della Soprintendenza e del minsitero «che impedisca l’abbattimento di queste varietà vegetali, alcune delle quali, palme e cedri, presenti da oltre sessanta anni». —
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