Il presidio
Marito e moglie si propongono come vaccinatori volontari a Massa-Carrara
La ginecologa Daria Furia e il marito Roberto Miccoli, medico internista, pronti a tornare dalla pensione e rimettere il camice
AVENZA. «Mi sento fortunata, i miei vent’anni li ho potuti vivere in libertà. I ragazzi e le ragazze di oggi stanno avendo molti problemi e me ne dispiace. Ma è tutta la società che sta soffrendo. Non eravamo pronti, da sani, a trovarci rinchiusi in casa».
Per Daria Furia, 68 anni, la meritata pensione è iniziata il 2 marzo 2020. Nove giorni dopo il governo ha annunciato il lockdown. «Ero abituata ad uscire alle sette del mattino e rientrare dopo le sei del pomeriggio». Con un figlio ormai grande che vive e lavora in un’altra città le giornate della dottoressa Daria sono diventate improvvisamente una prigione: «Ho maturato da subito il desiderio di fare qualcosa, di dare la mia disponibilità a essere d’aiuto».
Lo sarà, e non da sola. Non c’è stato bisogno di parlarne, la scelta è maturata in maniera naturale. Lei e il marito, il dottor Roberto Miccoli, saranno due dei vaccinatori volontari (reclutati in gran parte tra professionisti sanitari in pensione) che tra qualche giorno inizieranno a lavorare al Carrara Fiere. «Abbiamo un incontro domani mattina (oggi, ndr). Ci spiegheranno quando iniziare e dove andare, ma credo che la nostra destinazione sarà principalmente il polo fieristico».
La dottoressa Furia è conosciutissima ad Avenza. «Ho 40 anni di servizio alla Asl apuana, di cui trenta in ospedale e una decina al consultorio di Avenza». Ginecologa, è da generazioni un punto di riferimento per le donne apuane. L’anima del consultorio, come ebbero a definirla le colleghe nella festa di saluto prima della pensione. «Ha prestato oltre 40 anni di servizio con una dedizione e un amore verso il proprio lavoro e verso la comunità esemplari. Non ha mollato mai, neppure quand’era prossima alla pensione».
«Ad un certo punto della mia vita ho scelto il consultorio. Avevo qualche problema di salute e la necessità di orari di lavoro che non fossero quelli dell’ospedale. Ma anche quello di Avenza è stato un periodo bellissimo».
Il dottor Miccoli, 68 anni, è in pensione da tre. Medico internista e diabetologo, è conosciuto soprattutto nel Pisano. Ha lavorato infatti quasi prevalentemente nell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. «Mi sono operata a ottobre – spiega Daria Furia – ho dato la disponibilità a vaccinare per tre giorni. Mio marito Roberto per tutta la settimana»
«Vaccinarsi – ne è convinta la dottoressa Furia – sarà un grosso aiuto. Da aprile avremo anche Johnson. Quattro vaccini, e maggiori forniture. Anche se dovremo continuare con le restrizioni. Credo che il 2021 lo passeremo in trincea».
La strada vaccinale è quella giusta? «Né io né mio marito imponiamo i nostri pensieri ad alcuno. Non sappiamo la durata dei vaccini attualmente disponibili. Si pensa abbiano una copertura di poco inferiore a un anno, poi devono essere nuovamente somministrati. Ma sì, è l’unica strada che abbiamo. Ci vorrà tempo. Ci vorrà pazienza. La scorsa estate è stata uno sfacelo, era come se non fosse successo niente. Tuttora vedo ragazzini gironzolare vicino casa mia (abito in collina, in una zona tranquilla), senza mascherina. Immagino quanto sia difficile per loro, ma le regole vanno rispettate. E nei Paesi come Israele e Inghilterra, dove gran parte della popolazione è già stata vaccinata, il risultato si è visto. I contagi sono calati drasticamente». —
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