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I tordelli della tradizione? «Te li porteremo a casa»
massa. In vista delle festività pasquali, i diversi ristoranti del territorio si stanno organizzando con proposte e menù, unica soluzione se vogliono recuperare qualcosa da questa ricorrenza. Come già capitato per le festività natalizie, anche per Pasqua 2021 l’accesso ai ristoranti sarà off-limits, come ribadito dalle recenti disposizioni governative. E così, i ristoratori si stanno organizzando con le uniche “armi” in loro possesso: asporti e delivery. Sui social pian piano si stanno diffondendo le proposte all’insegna della tradizione, come l’agnello fritto o gli imprescindibili tordelli, o della propria offerta gastronomica. L’osteria Pertini farà l’asporto, «senza dubbio, anche solo per confermare un servizio ai clienti», spiega la titolare Paola Giusti. «Del resto -prosegue- bisogna adattarsi. Noi così come i clienti ci stiamo “abituando” a questo sistema». Certo, non è con l’asporto che si vive; «ma tra 0 e 5 preferisco 5, anche se è sempre poco». Anche per Pasqua confermati i capisaldi dell’osteria: «I tordelli saranno assicurati, e vista la festività faremo dei piatti della tradizione, come l’agnello fritto. Sto già ricevendo delle prenotazioni, dobbiamo ancora capire se fare anche la sera, perché in questa Pasqua strana non solo è saltato il consueto pranzo al ristorante, ma anche le gite fuori porta. Solitamente le persone dopo una scampagnata venivano a cena». Un altro ristorante che “aprirà” per tutte le festività pasquali è il Fornaretto, a pranzo e cena. Pure loro rimangono sul tradizionale, compresa la torta di riso. «Anche quest’anno puntiamo al cuore, e alla gola», commenta Chiara Mosti, una dei titolari. Riconosce che il periodo è quel che è, ma almeno questa volta, a differenza di san Valentino, i ristoratori si sono potuti organizzare con un certo preavviso. Alla domanda se saranno aperti, il titolare dell’Ippopotamus nel viale Roma Francesco Barotti risponde: «Sono 150 giorni che va avanti questo sistema, che altro potremmo fare? É l’unico modo per provare ad andare avanti, non si può fare diversamente». E quindi spazio ai cavalli di battaglia del locale, come il pesce. «La situazione è molto difficile, ma almeno pensiamo alla salute, e non soltanto all'interesse lavorativo. É una questione di rispetto per chi non c'è più», conclude. Oltre a loro tre, ovviamente tanti altri ristoranti continueranno con asporti e delivery; altri, al contrario, resteranno chiusi per passare una giornata sì a cucinare, ma per la propria famiglia. Alla base di questa scelta ci sono i soliti motivi: gli scarsi ritorni economici, la posizione del locale, l’offerta di cibi che per forza di cose devono essere consumati sul posto. Ma al netto di come andranno le cose per chi lavorerà, per questa strana Pasqua c’è tanta delusione nei ristoratori, molti dei quali speravano che le varie chiusure al pubblico nel periodo precedente fossero in vista del periodo pasquale. E iniziano a temere per una situazione simile pure per il 25 aprile ed il 1° maggio. —
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