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Master in Ingegneria mineraria si pensa già alla seconda edizione
Carrara. «Un’opportunità e una sfida per il territorio che apre strade e prospettive nuove, sia in termini occupazionali che imprenditoriali, con ricadute sociali». Il marmo e la meccanica legata al lapideo a Carrara, come il “food” nel Parmense e la carta a Lucca: lo ripete il presidente della delegazione apuana di Confindustria, Matteo Venturi che “inaugura” il webinar dell’executive master in Ingegneria mineraria applicata alle cave di pietre ornamentali della Scuola di Master e Formazione permanente del Politecnico di Torino, promosso dalla Fondazione Marmo onlus, con il patrocinio di Confindustria Livorno Massa Carrara, Confindustria Marmomacchine e l'Associazione Nazionale Ingegneri Minerari. Un corso che partirà a fine maggio e che si terrà a Carrara, più precisamente a Palazzo Binelli.
Lezioni a distanza fino a giugno, in presenza a luglio e poi, ancora, a ottobre; sempre registrate e fruibili online. E così nelle scorse ore la prima “uscita” di presentazione del master con protagonisti Carrara e le sue cave con le iscrizioni al via (aperte fino al 21 aprile alle 13, https://didattica.polito.it/master/ingegneria_mineraria/2021/intro).
«Trovare figure specializzate è difficile, a fronte di una richiesta del mercato sempre più alta. Formare i giovani sul posto garantisce una risorsa di competenze e professionalità preziosa per le nostre attività, un investimento a lungo termine su risorse umane specializzate che creerà sinergie positive con ricadute importanti in termini economici e sociali», fa il punto ancora Venturi prima di lasciare la parola a Marco De Angelis, presidente di Confindustria Marmomacchine che traduce il 2020 della pietra in numeri: «Dopo un buon inizio, da marzo 2020 abbiamo avuto un calo abbastanza importante per via della pandemia del 20,9 per cento come export complessivamente. Anche se a livello di valori il calo è del 17 per cento, alzando l'asticella nel valore dei prodotti. Un calo che scende al 7 per cento se parliamo di lavorati e semi-lavorati per arrivare al 33 per cento sui grezzi che hanno risentito della situazione in Cina. Cosa ci aspettiamo? Che entro fine anno arrivino i “passaporti vaccinali”, per poter riappropriaci dei mercati», auspica.
Il compito, invece, di dettagliare gli aspetti pratici del master spetta a Domenico Savoca, presidente Anim (l’associazione degli ingegneri minerari), e a Pier Paolo Oreste, professore del Politecnico di Torino, nonché coordinatore del master part-time, pensato quindi non solo per giovani laureati, ma anche per professionisti che vogliono affinare le competenze, con 120 ore di tirocinio e dal costo di 1.800 euro; una cifra accessibile, spiega il coordinatore, grazie alla Fondazione Marmo (partner). «L'obiettivo è quello di portare a Carrara un centro di didattica e ricerca internazionale del lapideo che possa coinvolgere e passare anche per una rivalorizzazione del centro; l'idea è frutto della sinergia con gli stakeholder», la chiosa di Bernarda Franchi, presidente della Fondazione Marmo. E in coda l'annuncio del “work in progress” già per l'edizione numero due del master.
L.B.
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