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La scomparsa di Elena Malagodi, fu la moglie di Càrdenas
Carrara. Lutto anche a Carrara, dove era conosciuta e stimata, per la scomparsa – a causa del virus – di Elena Malagodi: era stata curatrice di mostre d’arte, alcune anche nella nostra città, oltre che interprete all’Unesco di Parigi. Nata a Roma, figlia del capitano Iannotta medaglia d’oro al valor militare e di Mita Kaplan, lettone, negli Anni 60 conobbe a Parigi il grande scultore cubano Augustin Càrdenas, di casa qui e agli Studi Nicoli in particolare; dal loro matrimonio nacquero quattro figli maschi. In quel periodo, la base era a Parigi, ma a Carrara, dopo aver abitato per un periodo a Villa Quaglino, acquistarono una palazzina in via degli Aranci, dove la signora Elena ha continuato a trascorrere periodi estivi e festeggiare il compleanno (era nata il 16 agosto) fino al 2019, fino a quando cioé è stato possibile viaggiare. Qui aveva ancora conoscenze e amicizie, come quella con l’avvocato Camillo Micheli, appassionato d’arte. Dopo Càrdenas, aveva sposato Giovanni Malagodi, che è stato segretario e presidente del Partito liberale.
Gran parte degli ultimi vent’anni li ha trascorsi però in Africa, dove aveva fondato due ong di cui era la residentessa, Fai in Senegal e Natangué Sénégal. E ha scelto di essere sepolta nel paese africano, in un cimitero interconfessionale.
La madre era di origini ebraiche, per sfuggire alla persecuzione nazista fuggirono a Riga nel 1941 (lei aveva pochi anni); visse in Russia fino al 1955, poi tornò a Roma dal padre, e studiò da interprete. Oltre che per il marito Cárdenas, ha organizzato anche mostre di Henri Cartier-Bresson, Balthus, Alberto e Diego Giacometti, Jean Arp. È dopo la morte di Malagodi che iniziò a frequentare il Senegal, con un grande impegno umanitario.
M.B.
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