Il presidio
Nuove ringhiere e segnaletica primi accordi per il ponte
Sopralluogo con qualche nervosismo da parte di commercianti e cittadini Arrivano le “aperture” dell’amministrazione e un compromesso dalla Regione
Francesca Vatteroni
AVENZA. I malumori per la pendenza del ponte di via Menconi ci sono e i cittadini non le nascondono certo, ma in seguito all’incontro avvenuto ieri proprio sul ponte tra i tecnici responsabili della Regione, la Consulta disabili e il Comitato dei cittadini di Avenza si sta cercando di mettere mano a quanto potrebbe essere ancora rimediabile e ad alcuni piccoli ma importanti accorgimenti.
Tra il nervosismo che trapelava visibilmente nei negozianti delle attività che man mano si fermavano per poter portare un appunto, chiedere una garanzia, fare una lamentela ai tecnici della Regione (assieme ai cittadini era presente anche il commissario provinciale della Lega, avenzino anche lui, Nicola Pieruccini) il legale del Comitato dei cittadini Giuseppe Ricciotti e la Consulta sono riusciti a trovare degli accordi su alcuni punti.
L’Amministrazione che ha favorito l’incontro tra Consulta disabili e Regione, era presente con gli assessori Andrea Raggi, Sarah Scaletti e Maurizio Bruschi.
Sul fronte delle rifiniture, chieste a gran voce dai cittadini, l’Amministrazione ha espresso la sua volontà di impegnarsi per mettere a punto assieme ai cittadini una serie di rifiniture, precisando il suo ruolo di mediatore con la Regione: «Per inserire il ponte in un tessuto delicato come il centro storico di Avenza. Stiamo parlando di estetica, di turismo, stiamo pensando alla via Francigena. Il Comune è e sarà mediatore con la Regione per mettere a punto schemi progettuali che favoriscano soluzioni appropriate dal punto di vista paesaggistico e per armonizzare il ponte nel tessuto storico in cui si inserisce», è stato specificato.
«La pendenza ormai c’è e il ponte è così, quindi prima di dire che i cittadini sono soddisfatti aspettiamo la fine dei lavori – ha commentato a caldo l’avvocato Giuseppe Ricciotti rappresentante legale del Comitato degli Avenzini – siamo però contenti che la Regione e i suoi tecnici abbiano mostrato delle aperture: i tecnici hanno confermato che manterranno le promesse fatte per iscritto e sistemeranno le ringhiere in modo che siano omogenee lungo tutto il ponte, sistemeranno la segnaletica per avvertire chi guida della curva subito dopo il ponte (lato monti e direzione Sarzana una volta scesi dal ponte), prima sottolineata da un marciapiede che ora non c’è più e per evitare che la gente vada a sbattere contro l’edificio e poi le rifiniture dei muraglioni lungo il letto del Carrione con un rivestimento in pietra prendendo come spunto i muri d’epoca medievale dove la Torre: i cittadini ci tengono perché Avenza è messa male, anche l’occhio vuole la sua parte».
Sul fronte pendenza e disabili era presente la presidente della Consulta disabili Antonella Petrocchi che dopo essersi confrontata con i tecnici della Regione e con l’assessore Scaletti ha annunciato, chiedendo un confronto. «Abbiamo riscontrato delle criticità: alcune però non sono eliminabili a causa della conformazione del territorio e del rischio idraulico però c’è stata un’apertura da parte della Regione per trovare un compromesso: faremo quindi un progetto assieme al Comune per individuare in via Argine Destro, probabilmente, un punto dove permettere un attraversamento livellato con pendenza addolcita».
«Massima disponibilità nel supporto» ha confermato l’assessore Scaletti.
«Sul ponte transitano circa 2 mila pedoni al giorno, eppure è un ponte che è stato pensato più nella parte sotto che nella parte sopra e pensare che bastava abbassarlo di un 20 cm rispetto a come è adesso per evitare questo disagio» hanno commentato Claudio Poletti della proloco, Renzo Cantarelli del Comitato dei cittadini .
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