Il Tirreno

Irregolarità, la Capitaneria blocca una nave in porto

Irregolarità, la Capitaneria blocca una nave in porto

Il comandante e il 2° Ufficiale di Macchina al lavoro da circa 20 mesi di fila 

2 MINUTI DI LETTURA





Carrara. Una nave battente bandiera St. Vincent and Grenadine, è stata sottoposta a fermo amministrativo nel porto di Marina di Carrara. Motivo, come si spiega in una nota, «per molteplici irregolarità che mettevano a repentaglio la sicurezza della nave e del suo equipaggio». La nave, ispezionata dal personale del nucleo Port State Control della Capitaneria di Porto di Marina, sotto il diretto coordinamento della Direzione Marittima di Livorno, ha ormeggiato in porto nella mattinata del 17 marzo per lo svolgimento di operazioni commerciali. L’ispezione, si fa notare, ha fatto registrare 12 irregolarità di cui 6, particolarmente gravi, hanno determinato il “fermo” della nave in porto fino ad avvenuto ripristino delle condizioni standard di sicurezza. Tra le gravi mancanze riscontrate è stata rilevata anche la permanenza a bordo del Comandante e del 2° Ufficiale di macchina per circa 20 mesi continuativi e senza alcun contratto di arruolamento in corso di validità, il tutto in violazione della “Convenzione sul lavoro marittimo” del 2006 e delle linee guida della International Labour Organization che hanno previsto un obbligo tassativo per le Compagnie armatrici di non eccedere il limite continuativo di 14 mesi, già esteso in via eccezionale rispetto ai 12 mesi previsti, proprio per ovviare alle contingenti difficoltà degli avvicendamenti tra gli equipaggi, in ragione della pandemia da Covid-19.

«Questa è la prima nave detenuta questo anno nel porto di Marina di Carrara – commenta il comandante della Capitaneria di Porto C.f. (Cp) Luciano Giuseppe Aloia – tuttavia le ispezioni sino ad oggi condotte stanno evidenziando come anche la gestione delle navi, in termini di manutenzioni tecniche e di equipaggi, stia risentendo degli effetti della pandemia. Proprio il fattore umano, oggi, è l’elemento più a rischio, perché la continua permanenza a bordo degli equipaggi, l’impossibilità di scendere nei porti, seppur per poche ore di svago, nonché l’impossibilità di raggiungere le proprie famiglie o gli affetti per difficoltà negli avvicendamenti, affaticano in modo abnorme i marittimi con importanti riflessi sulla loro fatica e serenità mentale. Proprio per questo motivo tutte le Istituzioni, ai vari livelli, stanno in questo momento richiamando l’attenzione sul rispetto dei diritti dei lavoratori marittimi».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web