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Ponte asfaltato, pronto a riaprire

Alessandra Poggi
Ponte asfaltato, pronto a riaprire

Dopo un anno di proteste e polemiche l’infrastruttura può essere riconsegnata ai cittadini e alla viabilità 

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Alessandra Poggi

AVENZA. Ci siamo quasi: il ponte di via Gino Menconi è al giro di boa. Dopo un anno di proteste e polemiche il ponte sul torrente Carrione sta per essere riconsegnato ai cittadini. Nella giornata di ieri gli operai hanno asfaltato via Giovan Pietro e iniziato a smontare la passerella. La riapertura ufficiale secondo le stime che aveva fatto la regione (e sembra che la tabella di marcia lo confermi) parlavano del 23 di marzo. Si trattava di ultimare i dettagli e raccordare le pendenze. L’asfaltatura confermano da palazzo civico che è ultimata, e in questi giorni gli operai procederanno con la segnaletica orizzontale e verticale. Insomma, sembra che la parola fine sia arrivata, anche se non sono mancate e mancheranno le polemiche, come fa notare Cesare Micheloni del negozio Gli Svalvolati di via Giovan Pietro: «da quello che ho visto siamo alla fine – dice – ma tra due o tre giorni inizieranno i problemi. Non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma qualche macchina contro il muro ci sbatte». Ricordiamo che l’operazione di make- up al ponte di via Giovan Pietro rientra nel programma di messa in sicurezza idraulica del Carrione della Regione Toscana, che ha commissariato il comune dopo il crollo dell’argine avvenuto nel 2014. L’intervento ha comportato un rialzo del ponte (uno dei temi più caldi nella polemica del ponte) e un nuovo aspetto (altro tema di scontro), che in sostanza va a sconvolgere l’impianto originario. Ma secondo gli studi idraulici questa era l’unica alternativa per dominare la portata duecentennale del torrente. Un progetto necessario ma che non è mai piaciuto ai cittadini e residenti di Avenza, che hanno sempre puntato il dito su regione e amministrazione comunale per "non aver coinvolto i cittadini". Per contrastare il progetto è anche nato un comitato di controllo capitanato dal musicista Renzo Cantarelli. Anche la Pro loco si era scontrata con il progetto, e per bocca di Claudio Poletti aveva detto: "no, Avenza non vuole il suo ponte del diavolo". E si è schierata contro il progetto anche la consulta dei disabili dicendo che il nuovo ponte "invece di eliminare le barriere, le crea". In conclusione entro il 23 di marzo il ponte sarà di nuovo percorribile sia a livello pedonale sia veicolare. Il tutto come da programma. Anche se i cittadini, come Micheloni dicono: « l'abbiamo detto subito che questo nuovo ponte avrebbe creato problemi ». —

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