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Graziana Pacetti: per noi disabili il ponte di Avenza così com’è non va bene
Avenza. Il ponte di via Gino Menconi per giovedì 23 marzo sarà ultimato e riaperto alla circolazione. Abbiamo fatto una passeggiata sul nuovo ponte con la signora Graziana Pacetti (nella foto). Noi a piedi, lei a bordo della sua fiammante carrozzina elettrica. Graziana riesce ad arrivare sul ponte senza problemi, la sua carrozzina è a motore, ma già diversi anni fa aveva dimostrato che con una carrozzina a mano era impossibile arrivare sul ponte (da via Giovan Pietro). Nicola Codega ha provato a salire il ponte nuovo, ma si è dovuto fermare e rinunciare perché troppo faticoso. E adesso che lo hanno ulteriormente rialzato per Graziana «è una cosa assurda. Certo i lavori li ha fatti la regione, ma la regione lo sa dove è Avenza? Salire e scendere dal ponte per le persone anziane o che camminano male è una palestra faticosa. La regione ha fatto il progetto ma l’amministrazione si doveva impuntare. È una vergogna che abbiano permesso di fare quel ponte, che invece di eliminare le barriere architettoniche le crea. Cioè viene a lavorare a casa mia e non tutelo i miei cittadini? Ma dall’altro canto parliamo di ingegneri e lo hanno studiato. Scendere dal lato monti è impossibile – prosegue la donna – anzi è una vera e propria trappola perché alla fine del ponte ci sono gli scalini e se uno è distratto o non sa che ci sono casca. Ma mica tutti conoscono il ponte e sanno che in quel punto ci sono gli scalini. Ma loro sono ingegneri e hanno studiato – ribadisce Graziana – ma vorrei sapere da ignorante con che logica in via Argine destro hanno lasciato quel gradone senza andare in discesa e fare una passerella. Anche queste due muraglie sul ponte andavano fatte proprio così? Non era forse meglio lasciare più spazio per le auto? Dai è un progetto che non si doveva fare in un centro abitato dove i sono anziani e disabili. E poi secondo me quando sarà completamente riaperto alla viabilità, allora sì che verranno fuori le vere magagne. Dai è inutile, in tutte le cose che mettono mano non è che migliorino qualcosa, anzi. Oltre ai gradini c’è anche una discesa pericolosa. Io riesco a salire e scendere il ponte solo perché ho la carrozzina a motore. Per salire con una mano chiuse scherzando – ci vuole un disabile bello palestrato». E sulla questione torna anche Cesare Micheloni degli Svalvolati di via Giovan Pietro: «vorremo delle risposte. Ma il ponte è stato collaudato? I lavori sono a norma? ». –
A. P.
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