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Cinque persone assunte tra le categorie fragili
Si tratta di persone in carico ai servizi sociali, hanno fatto un corso specifico Baldi (Casa della Salute): «Il nostro ruolo è anche proteggere i più bisognosi»
Gianluca Uberti
aulla. Dare la speranza di un futuro a chi non ha mai avuto uno, includendo, piuttosto che escludendo, persone altrimenti destinate a rimanere ai margini della società. Grazie al progetto "Luniperglialtri”, infatti, cinque persone appartenenti a categorie fragili hanno trovato stabilmente lavoro in Lunigiana.
E in occasione della conclusione del progetto, ieri mattina ne è stato stilato un bilancio durante una conferenza stampa ad hoc presso la sede della Società della salute della Lunigiana ad Aulla. Una conferenza stampa, ovviamente da remoto, molto affollata, che ha visto gli interventi del direttore della SdS Lunigiana, Amedeo Baldi; delle assistenti sociali Debora Luccini e Nicole Ferrari della SdS Lunigiana; di Paolo Clemente, Serena Denaro, Patrizia Pellini e Giacomo Giusti del Consorzio Pegaso Network; di Paolo e Giuliano Baracchini della Cooperativa Serindform; di Rossana Cavalli, Pietro Groppi e Claudia Gulminelli della Cooperativa Aurora Domus. La Società della salute Lunigiana, a seguito dell’avviso regionale “Servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate”, ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per imprese, cooperative sociali, soggetti pubblici e privati che operano nel recupero socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, al fine di avviare la co-progettazione, a maggio 2018. Avevano partecipato alla manifestazione di interesse la Serindform, il Consorzio Pegaso Network e la Cooperativa Cadal, oggi Aurora Domus.
La Società della salute si è occupata dell’attività di valutazione, presa in carico dei destinatari, del monitoraggio progettuale e ha partecipato alla cabina di regia. I destinatari delle attività progettuali sono stati soggetti disoccupati o inoccupati, in particolare condizione di svantaggio socio-economico ed in carico ai servizi sociali territoriali, con particolare attenzione ai seguenti gruppi vulnerabili: donne sole con figli a carico; disoccupati che vivono in famiglie multiproblematiche; persone appartenenti a nuclei familiari monoreddito; persone inserite in strutture di accoglienza o in programmi di intervento in emergenza alloggiativa; persone inserite in programmi di assistenza a favore di vittime di tratta; persone inserite nei programmi di intervento e servizi a favore di vittime di violenza nelle relazioni familiari e/o di genere. I destinatari presi in carico dal progetto sono stati 40: ognuno di questi ha partecipato a corsi di formazione e 20 di questi hanno avuto un progetto di inserimento lavorativo. Venendo alle risorse stanziate, il finanziamento per la Lunigiana è stato di 110mila euro, prevedendo dei bonus a fronte dell’assunzione di persone inserite nel progetto: 5mila euro a fronte dell’assunzione di 2 persone e 10mila euro a fronte dell’assunzione di 4 persone. Il progetto è andato oltre le aspettative ed ha visto l’assunzione di 5 persone.
«Voglio dirvi grazie – ha detto Baldi rivolgendosi agli interlocutori – per quello che avete fatto, senza dimenticare il nostro ruolo nel proteggere le categorie più fragili in un territorio complesso quale è la Lunigiana». —
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