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il caso 

Casa “Il Sorriso”, dieci positivi Nessuno è stato vaccinato

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massa. Dieci anziani, ospiti della casa di riposo “Il Sorriso” a Romagnano, sono risultati tutti positivi al Covid e poiché i parenti hanno firmato affinché restassero nella struttura e non venissero ricoverati nel reparto di cure intermedie, la casa di riposo è stata “commissariata” e il personale Usca (che per l’Asl si occupa delle cure a domicilio) si occupa della struttura, solo in parte assieme agli operatori assunti dalla Onlus. Una storia che ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che i dieci ospiti, nonostante siano tutti ultraottantenni, con il più anziano di 100 anni, non hanno ancora ricevuto il vaccino.

«Ho pregato, quasi scongiurato che venissero vaccinati i miei anziani – racconta Carmela Lepore, vice presidente della Onlus Il Sorriso – Ho trovato assurdo che una casa di riposo per anziani, soltanto perché privata come la nostra, non sia rientrata tra le strutture, le rsa, vaccinate per prime». In pratica, gli anziani della struttura privata Il Sorriso, che ha due sedi, una in piazza Liberazione, nel centro di Massa e una a Romagnano, non sono rientrati nella prima ondata di vaccini, ma in quella più recente per la fascia degli ultraottantenni che, soltanto in queste ultime settimane, i medici di famiglia hanno iniziato a vaccinare, con molta lentezza, a causa delle pochissime dosi che fino ad oggi gli sono state consegnate. «Ci stavamo attrezzando – continua– erano in lista. Sono molto rammaricata, perché eravamo riusciti a preservarli dal Covid per un anno e proprio adesso, con i vaccini a portata di mano, sono malati». Gli anziani sono tutti, al momento, asintomatici e per questo motivo i familiari hanno preferito che rimanessero nella struttura, invece di essere ricoverati: «È stata una loro scelta – spiega la Lepore – io ero pronta al loro trasferimento in qualsiasi momento». La scelta, però, di non ricoverarli ha obbligato il sindaco Persiani, responsabile della salute pubblica, a firmare un’ordinanza per “limitare la diffusione del contagio”. Nell’ordinanza si legge che “tutti gli ospiti, il 10 marzo scorso, sono risultati positivi e i titolari della struttura, nonché i familiari dei degenti, hanno rifiutato il ricovero nel reparto di Cure Intermedie; la Usl ha quindi richiesto con urgenza l’intervento del Comune, per monitorare il loro stato di salute e ha disposto visite a cura del personale Usca e degli Oss. Servizi – a quanto si legge nell’ordinanza- rifiutati dal gestore». L’ordinanza quindi obbliga i titolari della Onlus a far entrare il personale Asl nella struttura e la presa in carico degli ospiti, per mettere in atto tutte le procedure idonee a contenere gli effetti dell’infezione: «Non ho mai impedito che il personale Usca entrasse in casa Sorriso – dice la vice presidente – è stato un malinteso, dovuto alla nostra richiesta di poter far entrare in struttura soltanto soggetti già vaccinati». Tutti gli operatori di casa Sorriso avevano, infatti, già ricevuto entrambi le dosi di vaccino: nonostante questo, il contagio, secondo quanto supposto dalla vice presidente, è partito da uno di loro (una stagista) e «dei 15 operatori della onlus metà si trova in quarantena nonostante il vaccino». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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