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«Bellesi può tornare a fare il sindaco» ma la prefettura frena
Sicuri i legali del sindaco di Villafranca, Ferri e Battaglini, che il primo cittadino possa riprendere il posto in Comune
Tiziana Gori
villafranca in lunigiana.
«Bellesi secondo noi potrà riprendere a esercitare. Abbiamo chiesto l’attenuazione della misura cautelare proprio perché l’obbligo di dimora, a nostro avviso, gli consente di riprendere l’esercizio delle sue funzioni di sindaco». Così Jacopo Ferri, che insieme a Mirco Battaglini difende Filippo Abramo Bellesi, il sindaco di Villafranca in Lunigiana rimasto per tre mesi agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Serinper sulla gestione del sistema di accoglienza a minori e persone fragili sul territorio apuano. La giudice per le indagini preliminari, Marta Baldasseroni, accogliendo la richiesta dei legali di Bellesi ha concesso l’obbligo di dimora nel comune di Villafranca.
«Confidiamo che già domani – afferma Ferri – le procedure siano espletate. Filippo è molto determinato, è cosciente di non aver commesso reati di alcuni tipo. Riprenderà il suo lavoro motivatissimo, convinto di poter svolgere il suo ruolo e onorare l’impegno coi cittadini, che sono a settembre gli hanno riconosciuto un enorme tributo di fiducia». Bellesi, infatti, era stato eletto con il 71% delle preferenze. «Lui – prosegue Ferri – che cinque anni prima aveva vinto per soli cinque voti. Segno che i cittadini hanno imparato a stimarlo».
Bellesi «è rimasto colpito dalla modalità con cui è stata portata avanti l’inchiesta. Una modalità che ha sentito come “violenta”. È una persona con la coscienza pulitissima, si è fatto forza, non ha mai mollato un momento. Ha affrontato questa situazione con lo spirito giusto».
In particolare gli inquirenti contestano al sindaco Bellesi di aver firmato, in cambio dell’assunzione di persone da lui segnalate, la deroga per l’apertura di “Casa di Bastian”, a Villafranca, struttura gestita dalla Serinper. Quella struttura – è la tesi dell’accusa – non avrebbe avuto i requisiti per aprire i battenti e dell’assenza di quei necessari requisiti il sindaco di Villafranca sarebbe stato a conoscenza. Durante l’interrogatorio di garanzia, tenuto davanti alla giudice Baldasseroni, la stessa che ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, il sindaco respinse le accuse, fornendo spiegazioni su specifici punti e chiarendo alla pubblico ministero e alla giudice i suoi rapporti con la cooperativa Serinper.
L’11 febbraio la procura ha diramato la notizia della chiusura indagini. Undici gli indagati per cui viene chiesto il rinvio a giudizio. E proprio in virtù di questo dalla prefettura non c’è alcuno sbilanciamento sulla possibilità che Bellesi possa riprendere già da domani o sabato il suo posto in Comune. «Ho chiesto stamani (ieri, ndr) informazioni al tribunale – spiega il prefetto Claudio Ventrice – Ho dubbi che sino a quando non sarà fuori da questa storia possa tornare a fare il sindaco, il capo d’imputazione persiste, non abbiamo ancora notizie sul fatto che sarà o meno rinviato a giudizio».
«Per adesso continuo io – asserisce il vicesindaco Loris Bernardi – ma da quello che mi hanno detto, con il solo obbligo di dimora e senza condanne pregresse, Filippo dovrebbe essere in grado di esercitare il suo ruolo. Sono andato a trovarlo. Forse – afferma – non si aspettava questo primo spiraglio di luce. È un inizio rispetto alla situazione precedente.
L ho trovato combattivo, emozionato. Era informatissimo, ha seguito tramite il giornale come siamo andati avanti in questi mesi. Era contento del fatto che non avessimo mai mollato, sa che la maggioranza del partito, e anche dei villafranchesi, è con lui». —
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