Il Tirreno

Addio a Robè, il vigile che amava la storia

Chiara Sillicani

Presidente dell’Anpi, autore di testi sulla Resistenza, per anni nella Municipale, è stato sconfitto dal Covid. Aveva 69 anni

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Chiara Sillicani

MASSA. Celava dietro una enorme carica di umiltà tutta la sua conoscenza. Aveva, Roberto Torre, la capacità di narrarla la storia, di ripercorrerla attraverso le vite degli uomini e delle donne di questa terra. Mai presuntuoso, era un profondo conoscitore degli anni della guerra e della Resistenza apuana.

La divisa da vigile urbano, il viso sorridente, per Roberto Torre, che da anni viveva a Borgo del Ponte, la storia era la passione più grande. Fino all’ultimo, fino all’incontro con il Covid: la sua salute già non era delle migliori, ma il virus lo ha messo a dura prova e, nonostante in una prima fase della malattia, il suo fisico abbia mostrato tutta l’intenzione di reagire, Roberto se n’è andato ieri a 69 anni.

Figlio di un uomo e di una donna che la Resistenza l’avevano vissuta in prima persona (suo padre era stato partigiano), Roberto Torre, dopo il diploma al liceo scientifico Fermi, si è laureato in storia. Una laurea presa, però, prima che la facoltà includesse oltre alla storia anche la filosofia, altra sua passione. Ecco quindi un secondo percorso universitario, sempre a Pisa, una seconda laurea, questa volta in storia e filosofia, con il professor Paolo Pezzino discutendo la tesi “La Resistenza in Apuania”, poi pubblicata dall’istituto storico di Resistenza Apuana.

Militante di sinistra, è stato tra gli esponenti storici di Lotta Continua a Massa. La sua militanza politica lo ha reso persona conosciutissima in città, ancora più conosciuto quando, più adulto, ha indossato la divisa da vigile urbano per molti anni.

Spesso in servizio sulla moto, tutti a Massa lo conoscevano: chi aveva militato con lui, chi, invece, era sul fronte opposto, chi lo ha visto per anni in divisa, nella municipale, fino al pensionamento qualche anno fa. Dopo la pensione, ha continuato a dedicarsi alla sua passione, ad occuparsi di storia.

Figlio di un partigiano, è stato, prima di Oliviero Bigini, il presidente dell’Anpi. In quel ruolo ha tenuto numerosi discorsi, anche a giovani e giovanissimi, sul valore della memoria e della Resistenza. Ha raccontato episodi, momenti.

Poi il Covid, l’aggravamento delle sue condizioni di salute e ieri la tragedia e l’addio a Roberto Torre.

Su Facebook lo saluta anche Fabio Evangelisti: «Anche oggi un giorno triste – scrive l’ex onorevole – Complice il Covid 19, un altro amico e compagno se n’è andato. Niente visite e nessuna cerimonia funebre al momento sembra dunque possibile per Roberto Torre ( causa Covid ndr), conosciutissimo in città per la sua lunga militanza politica, il lavoro svolto nel corpo dei vigili urbani di Massa e, da ultimo, come segretario dell’Anpi, l’associazione dei Partigiani. Ciao Robe’! Ti terremo nel cuore».

Si stringono intorno alla famiglia di Roberto Torre gli ex colleghi del comando della polizia municipale e tutta l’Anpi con cui, anche dopo la fine del mandato alla presidenza, ha continuato a lavorare nella ricerca storica sulla Resistenza in terra apuana.

Il coronavirus si porta via un’altra vita e un altro pezzo della città e della sua storia.—

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