Il Tirreno

la città che non va 

Droga e degrado a Nazzano nell’ex fabbrica di via Ilice

Alessandra Poggi
Droga e degrado a Nazzano nell’ex fabbrica di via Ilice

La lettera di un gruppo di residenti riapre la questione dell’area abbandonata a due passi da aziende e negozi. Luca Barattini: da anni chiediamo di intervenire

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carrara. Di giorno zona industriale molto trafficata, di notte centrale dello spaccio di droga. Ed è paura tra gli abitanti di Nazzano, quelli residenti a Turigliano nei pressi dell’ex area industriale, quella costruzione rossa abbandonata fra vian Ilice, Aurelia e Carrione. Lo denunciano in una lettera in cui dicono di essere “abbandonati” e in cui si parla di spaccio e bivacchi, cucine improvvisate con fuochi che potrebbero divampare. Si parla di furti e dispetti. Ma i residenti hanno paura di parlare “non mi il nome metta sul giornale per favore – dicono – tutti sanno chi sono e ho paura”. Del caso se ne eraccupato il consigliere comunale del Pd Luca Barattini: «Già anni fa erano satti sollevati problemi, ma non si è riusciti a risolverli. Avevo chiesto la pulizia dello stabile, ma non si era riusciti a rintracciare il proprietario e il comune da parte sua non può intervenire nel terreno di un privato, che si era scoperto che rientrava in un fallimento. Già al normale la magistratura non riesce a stare al passo con il lavoro, figuriamoci adesso con il Covid. L’unica cosa che posso dire è di fare un appello alle forze dell’ordine, se riescono sorvegliare meglio la zona, almeno per dare un piccolo sollievo ai residenti. Ne saremo tutti grati alle forze dell’ordine. Come già gli siamo grati per l’enorme sforzo che stanno facendo per evitare gli assembramenti. Tutto adesso è più complicato – prosegue – fino a due anni fa bastava vedere una divisa per risolvere le cose, adesso è il contrario, se si vede una divisa deve partire la sfida. Le forze dell’ordine stanno facendo veramente tanto, ma se riuscissero a fare questo piccolo sforzo sulla sicurezza di Nazzano, ripeto, sarebbe utile per dare un po’ di sollievo a questi residenti».

Nel corso degli anni ci sono stati anche esposti, ma anche in questo caso non hanno portato a nulla: «Abbiamo perso la voglia di denunciare – si legge nella lettera – tanto la situazione non cambia, anzi tutte le volte queste persone che bivaccano se la prendono con noi». Addirittura ci sono famiglie che vivono con le grate alle finestre per paura che entri qualcuno in casa: «Dopo alcuni furti c’è chi ha messo le grate alle finestre così da vivere senza il timore che qualcuno entri in casa mentre è presente la famiglia. In quella struttura ci vive una comunità da circa dieci anni, si spaccia a tutte le ore, in particolare la notte. Un traffico che porta in zona altre persone pericolose. La situazione ormai insostenibile e rischia ogni giorno di portare noi a vivere nell’illegalità. Le volte che abbiamo provato a dire qualcosa ci siamo trovati con le gomme delle macchine tagliate. E poi c’è ance la questione della dignità. Non si possono fare vivere persone in un questo stato squallido, dove per vivere usano mezzi di fortuna. Non ci sono luce e gas e per cucinare accendono dei fuochi improvvisati. Si corre sempre il rischio che divampi un incendio. L’area va bonificata. Basta degrado, sono dieci anni che siamo costretti a conviverci, e nonostante tutti i nostri esposti. E il brutto è che alla fine ci fanno passare anche per razzisti. Ma i razzisti veri – concludono i residenti di Nazzano - sono quelli che permettono alle persone di vivere in questo modo». —

Alessandra Poggi

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