Il Tirreno

la decisione della giudice 

Bellesi, revocati i domiciliari c’è solo l’obbligo di dimora

Libero Red Dolce
Bellesi, revocati i domiciliari c’è solo l’obbligo di dimora

Accolta la richiesta dei difensori che però volevano la revoca per il sindaco «È un primo passo, ora decideremo entro dieci giorni se impugnare l’atto»

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Libero Red Dolce

villafranca. Attenuata, ma non revocata, la misura cautelare inflitta al sindaco di Fivizzano, Filippo Bellesi, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sul caso Serinper, sulla gestione del sistema di accoglienza a minori e persone fragili sul territorio apuano. Il giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta dei legali di Bellesi, Mirco Battaglini e Jacopo Ferri, ha concesso l’obbligo di dimora nel comune di Villafranca. Dal dicembre scorso Bellesi era ai domiciliari.

«È un primo passo in avanti – commenta l’avvocato Battaglini a caldo –, noi avevamo chiesto la revoca completa della misura cautelare. E in subordine l’attenuazione. E dal tribunale hanno deciso di attenuare la misura».

Probabilmente però le difese non si fermeranno qui. «Adesso verificheremo, abbiamo tempo per un’eventuale impugnazione per ribadire la revoca. Abbiamo dieci giorni di tempo per riflettere», conferma Battaglini. «Siamo soddisfatti, l’attenuazione della misura è un primo passo importante. Avremo modo e tempo per chiarire comunque la posizione del nostro assistito. È un primo passo», ribadisce l’avvocato.

In particolare gli inquirenti contestano al sindaco Bellesi di aver firmato, in cambio dell’assunzione di persone da lui segnalate, la deroga per l’apertura di “Casa di Bastian” , a Villafranca, struttura gestita dalla Serinper. Quella struttura – è la tesi dell’accusa – non avrebbe avuto i requisiti per aprire i battenti e dell’assenza di quei necessari requisiti – sostengono gli inquirenti – il sindaco di Villafranca sarebbe stato a conoscenza. In una conversazione al telefono con Enrico Benassi, uno degli amministratori Serinper, il sindaco avrebbe infatti precisato: «Sappi che se arriva un controllo dei carabinieri risulta nulla questa roba qua». Durante l’interrogatorio di garanzia, tenuto davanti alla giudice Marta Baldasseroni, la stessa che ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, il sindaco respinse le accuse, fornendo spiegazioni su specifici punti e chiarito alla pubblico ministero e alla giudice i suoi rapporti con la cooperativa Serinper.

Intanto, l’11 febbraio, undici delle persone indagate nell’inchiesta hanno ricevuto mercoledì mattina l’avviso di conclusioni delle indagini. A ricevere l’avviso di conclusioni indagini sono stati: Alessio Zoppi, ex presidente della Serinper, Enrico Benassi suo vice; Tamara Pucciarelli, amministratore unico della cooperativa; Paola Giusti, responsabile del Centro affidi del Comune di Massa, Filippo Bellesi; Rosa Russo, ex giudice del Tribunale dei minori di Firenze; Mauro Marcelli, ex dipendente del Suap e Rosanna Vallelonga direttrice della Società della saluta della Lunigiana; Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa, Marino Petracci, consigliere comunale di Montignoso e Giorgia Podestà, assessore al Sociale del Comune di Montignoso. Le ipotesi di reato sono corruzione, traffico di influenze illecite e maltrattamenti. Adesso si tratta di capire per quanti di loro la Pm chiederà il rinvio a giudizio. —

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