Il presidio
Agricoltura minacciata dopo l’ape velutina ecco il punteruolo nero
fosdinovo. Una grave minaccia per l’agricoltura lunigianese. Dopo il problema dell’ape velutina, la presenza di un altro insetto sta preoccupando in primis il territorio di Fosdinovo.
Si tratta del punteruolo nero, parente del più famoso rosso nocivo sulle palme ed in questo caso dannossissimo soprattutto per le piante di fichi. Il grido d’allarme è stato lanciato da Giorgio Bonalume, agronomo e assessore ad Attività Produttive e Agricoltura del Comune di Fosdinovo. Il punteruolo nero (nome scientifico: Aclees sp. cf. Foveatus), noto anche come curculionide del fico, è un insetto parassita asiatico, arrivato in Italia da circa 20 anni. La sua presenza desta grave preoccupazione tra gli agricoltori, poiché le infestazioni possono portare alla morte gli alberi di fico. Le prime regioni ad essere state infestate sono state Toscana, Liguria e Lazio, ma la sua diffusione si sta pericolosamente espandendo. Come per tutti gli insetti alieni, la difesa delle colture è resa ancora più difficile dalla mancanza, nel nostro Paese, di efficaci insetti antagonisti. Sul campo si stanno sperimentando innovativi metodi di lotta microbiologica, che sembrano dare dei buoni risultati nel contenimento del parassita.
Per l’Aclees non c’è ancora una soluzione: al momento non esistono prodotti registrati su fico contro questo insetto ma soprattutto si ritiene che il solo impiego di sostanze chimiche non sarebbe poi così efficiente nel contenimento delle popolazioni dell’insetto a discapito dell’introduzione di molte sostanze chimiche nell’ambiente. Per adesso quindi la risposta non è incoraggiante, manca un progetto ad hoc sul fenomeno e quindi non ci sono neppure finanziamenti. In altre zone d’Italia si sono mossi i Comuni, come nel caso di Poggio a Caiano e Carmignano (PO) che sono particolarmente interessati alla problematica. Sul loro territorio è attiva l’Associazione fico secco di Carmignano, presidio Slow Food, che Aclees ha messo in ginocchio. —
Nicola Morosini
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