Il Tirreno

AstraZeneca, sessanta disdette al giorno a Massa-Carrara

Tiziana Gori
AstraZeneca, sessanta disdette al giorno a Massa-Carrara

E dopo lo stop di Aifa, l’Asl deve contattare 400 pazienti (soprattutto insegnanti e forze dell’ordine) già prenotati

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MASSA-CARRARA. L’Aifa ha deciso di sospendere, in via precauzionale e temporanea, la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ma negli ultimi giorni la fiducia dei pazienti, compresi quelli apuani, nei confronti del vaccino anglo-svedese, aveva subìto una botta micidiale. E di fronte ai timori e a nuovi casi (Biella dopo la Sicilia) che richiedono approfondimenti, lo stop è stata la scelta migliore.

Nell’ultima settimana le disdette di pazienti prenotati per l’AstraZeneca sono progressivamente salite. Da venti casi di una settimana fa (il 10% dei vaccini giornalieri) ai 60 (35%) di due giorni fa. Domenica l’Asl aveva 200 pazienti prenotati. Si sono presentati in 140, e 60 hanno rinunciato.

Le rinunce sono così cresciute che ieri mattina l’Asl ha deciso di inviare l’intervista a un noto medico – igienista, il dottor Alberto Tomasi, che invitava la popolazione a presentarsi comunque nella sede di vaccinazione, per avere un confronto con gli operatori sanitari presenti. E mentre l’appello dell’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest stava per essere dato alle stampe ecco la notizia che l’Agenzia italiana del farmaco, dopo un confronto tra il primo ministro Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza, ha deciso di sospendere la somministrazione del vaccino.

In attesa dei pronunciamenti dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali) L’Aifa ha deciso di estendere il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei, e dopo che i carabinieri del Nas, su disposizione della Procura di Biella, avevano iniziato il sequestro su tutto il territorio nazionale delle 393. 600 dosi del lotto ABV5811 che l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha sospeso due giorni fa dopo una morte sospetta.

«Le nostre informazioni sono ancora sommarie – spiega la dottoressa Monica Guglielmi, direttrice Asl dell’area di costa apuana – Aifa comunicherà le modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose. Noi – somministriamo 200 vaccini al giorno, di media, dall’11 febbraio. Vaccinazioni sino alla scorsa settimana eseguite con regolarità, ma che hanno incontrato negli ultimi giorni una progressiva diffidenza da parte dei pazienti. Alla notizia dei casi di morti sospette le disdette sono salite dal 10 al 30-40%. Oggi (ieri, ndr) abbiamo fatto 78 vaccini, poi è arrivato lo stop dell’Aifa».

Gli altri 72 pazienti prenotati sono stati contattati telefonicamente. Come si vede dai numeri, anche ieri si erano avute 50 defezioni. Lo stop dell’Aifa è, al momento, per i prossimi tre giorni. Considerata la media di 200 vaccinazioni al giorno e le defezioni registrate da una settimana, l’Asl dovrà contattare da stamani circa 400 pazienti. «Saranno tutti richiamati – assicura Angelo Zubbani, consigliere delegato da Giani per la questione vaccini – Dopo i fatti della Sicilia era stato convenuto di andare avanti perché mancano, al momento, prove di correlazione tra vaccini e decessi. Adesso attendiamo le decisioni di Ema e Aifa. Il piano vaccinale del prossimo trimestre, comunque, prevede solo forniture di Pfizer e Moderna». Con AstraZeneca sono stati vaccinati sinora forze dell’ordine, personale scolastico e dei tribunali, nati tra gli anni 1941-1944. —

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