Il presidio
«Le sue parole confermano il legame Pd-5 Stelle»
L’assessore di Massa Pierlio Baratta ribatte al segretario del Pd di Carrara
La replica
Pierlio Baratta, assessore al bilancio di Massa, replica «all’invettiva» di Gianluca Brizzi, segretario del Pd di Carrara, «un intervento a gamba tesa in una dialettica (considerazioni pubblicate sul mio profilo Facebook e riservate agli “amici”) a lui estranea». Brizzi, sul Tirreno di ieri, ha spiegato che il Pd «non accetta lezioni da Baratta». Ma a detta di Baratta, le sue parole sono «la conferma del legame che unisce ed accomuna il Pd con il Movimento 5 Stelle. Due facce della stessa medaglia che si stanno scolorendo giorno dopo giorno dopo la caduta del governo Conte». Aggiunge: «Ben lungi da me il voler “dare lezioni” che si addicono più ad esponenti di alto rango del Pd i quali con forbiti mix di latino ed inglese deliziano gli attenti uditi durante i consigli comunali. Mi sia comunque consentito chiedere un linguaggio più docile che eviti lo scadere nella gretta polemica. Dispiace che lei sempre verde, si fa per dire, segretario non abbia ben chiare le dinamiche degli eventi che guarda caso l’hanno portata in vetta alle classifiche dei fedelissimi del Pd. Ma questi gossip non mi appartengono ragion per cui ho pensato bene di chiudere con il Pd prima che fosse tardi».
E puntualizza che la sua nomina nel collegio sindacale della Fondazione Cassa di Carrara «non fu affatto voluta dal sindaco Angelo Zubbani anzi, fu proprio lo stesso che, non avendo gradito alcune mie considerazioni tecnico economiche (incorporazione Carige costata al terrritorio 50 milioni di euro) si oppose alla mia riconferma per il secondo mandato. Molte delle operazioni censurate e messe a verbale dal sottoscritto furono deliberate da eccellenti economisti del suo partito che salgono in cattedra ogni pie’ sospinto dispensando lezioni di macro economia e diritto tributario pur essendo riconosciute eccellenze in ben altre materie».
Baratta ricorda che «le Fondazioni, che lei per conto del suo partito insieme alla giunta a Cinque stelle continuate a considerare alla stregua di una società per azioni, sono disciplinate con criteri completamente differenti, ragion per cui né il sottoscritto tanto meno l’amministrazione a cui mi pregio appartenere, non si è mai ingerito nelle decisioni spettanti a contesti più consoni a logiche da manuale Cencelli. Ciò detto posso ora comprendere il tono acre con cui lei si rivolge all’esterno cercando di emancipare (in modo imbarazzante viste le dichiarazioni del segretario provinciale e dell’ onorevole Nardi apparse sulla stampa) da accordi consolidati nel tempo con il movimento Cinque stelle. Lei mi potrebbe insegnare, visto il suo ultraventennale trascorso che dalle fila del partito comunista lo ha condotto, a suon di epurazioni e cambi di correnti (da lei sempre percorse con il vento della convenienza in poppa) al governo dell’attuale Pd, che la politica dovrebbe essere una cosa seria». E chiede a Brizzi di spiegare «a me come ai cittadini ed ai lettori dei quotidiani la dichiarazione in stile giacobino dell’ onorevole Nardi con cui annunciava la “Presa della fondazione“? (Il Tirreno titolava: rinnovo fondazione, un patto Pd e cinque stelle). Provi a spiegarci il significato da attribuire a quella voglia di “dare un segnale”. A che tipo di segnale si riferiva l’onorevole se non a consacrare la tanto ambita intesa con il movimento già cristallizzatosi nei palazzi romani?». e chiude con una citazione: «Chi nella vita non è in grado di cambiare idea non potrà cambiare proprio nulla».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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