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Sempre meno lavoratori e un forno spento: è la Sanac
La Cgil, forte di un consenso del 56% alle elezioni delle Rsu, fa il punto Nicola Del Vecchio: continuiamo a chiedere un tavolo di confronto al Ministero
Manuela D’angelo
massa. Mancanza di manutenzione degli impianti, un forno spento per rischio di caduta della volta, 101 operai attivi (un anno fa erano 140) e nessuna certezza del futuro. Le elezioni delle nuove Rsu all’interno della Sanac riaccendono l’attenzione sullo stabilimento massese, legato a filo doppio alle dinamiche nazionali e all’Ilva di Taranto. Intanto la Cgil porta a casa un grande risultato: «È con grande soddisfazione che mi trovo a commentare il risultato elettorale in Sanac dove abbiamo ottenuto il 56% dei voti ed eletto due delegati su quattro – dichiara Nicola Del Vecchio, segretario provinciale della Filctem – Prima ancora del risultato che abbiamo ottenuto come sigla sindacale, che mi riempie di orgoglio e di responsabilità verso i tanti lavoratori che ci hanno dato fiducia, vorrei evidenziare l’affluenza alle urne, che ha toccato la percentuale del 95%. In un momento di crisi della politica, vedere percentuali tanto ampie di adesione, testimonia la credibilità e la bontà dell’azione sindacale di questi anni».
I voti si sono così divisi: 55 voti Cgil, 26 voti Cisl, 15 voti Uil, due schede nulle; votanti 98 su 104 aventi diritto, Filctem Cgil 56%, Femca 26,5%, Uiltec 15,5%. Due delegati eletti, quindi, nella Cgil, 1 alla Cisl e 1 alla Uil. Ma dopo le soddisfazioni, arrivano anche le preoccupazioni: «Continuiamo a nutrire dubbi per il futuro del gruppo – continua Del Vecchio – Se da un lato stiamo assistendo ad un aumento del carico di lavoro programmato nel primo semestre, ad oggi non abbiamo ancora nessuna certezza sul futuro e le notizie che giungono da Taranto sono preoccupanti. All’ottimismo della volontà sbandierato da altre sigle sindacali in merito alla salute del gruppo Sanac ,noi purtroppo contrapponiamo il pessimismo della ragione». Nei giorni scorsi Arcellor Mittal ha messo in mora il governo italiano accusandolo di non rispettare gli impegni sottoscritti a dicembre per il salvataggio dell’Ilva e l’aumento di capitale da parte di Invitalia, del valore di 400 milioni di euro, ad oggi non si è ancora concretizzato. Inoltre a fine mese scadrà la fideiussione di Arcellor Mittal. «L’incertezza politica che si è venuta a creare con la caduta del governo Conte e l’insediamento del governo Draghi- continua Del Vecchio – sta ritardando l’attuazione del nuovo piano industriale con il rischio di gravi ripercussioni che potrebbero riguardare anche i lavoratori, per questo continuiamo a chiedere con forza la convocazione al Ministero dello sviluppo economico un tavolo di confronto».
In questi anni, ricordano i dati forniti dalla Cgil, si sono perse decine di posti di lavoro: quando fu fatta la gara per l’acquisizione a livello nazionale, lo stabilimento di Massa contava più di 140 lavoratori, che oggi sono diventati 101, a cui si sono aggiunte alcune assunzioni a tempo determinato per garantire i carichi del momento: «Sono anni che denunciamo la mancanza di manutenzione degli impianti – aggiunge Del Vecchio – e oggi ci troviamo costretti a spegnere un forno per settimane a causa del rischio di caduta della volta, che in passato non era mai accaduto. Siamo esasperati dagli infiniti rimandi».
Nardi: no passerelle
In vista della visita della Lega a Massa oggi pomeriggio, proprio per discutere della Sanac, la deputata del Pd Martina Nardi commenta: «Mi auguro che il sindaco di Massa, Persiani, eviti di usare la crisi di una azienda per fare un po’ di passerella. O meglio, se vuole farla, almeno usi la passerella giusta. È sempre utile che esponenti del governo visitino le aziende del territorio, ma il ministero del Lavoro non è quello giusto perché non ha competenze sulle crisi industriali. È il ministero dello Sviluppo Economico quello competente e infatti con il governo abbiamo lavorato alla costruzione di un percorso per una soluzione che mantenga produzione e livelli occupazionali alla Sanac di Massa. Ovviamente- conclude – contatterò la neosottosegretaria al Lavoro e alle Politiche sociali Tiziana Nisini, per metterla al corrente della situazione e di una vertenza di cui non conosce a pieno e fino in fondo tutti i dettagli».—
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