Italia
«Tanto bella da sembrare falsa» La “nuova” stele va al museo
Dopo lo straordinario ritrovamento che riscrive la storia delle antiche statue il reperto sarà collocato al Piagnaro assieme alle altre opere del Popolo di pietra
pontremoli. «Quello che è successo nei giorni scorsi è un evento così importante che, pur con tutte le precauzioni del caso, a causa della pandemia, era importante organizzare questo incontro per illustrare questo straordinario ritrovamento che porta un nuovo reperto per il museo cittadino e getta nuova luce sull’affascinante mondo del popolo di pietra». Dalle parole di esordio della sindaca Lucia Baracchini, si capiva subito l’eccezionale significato che aveva avuto la recente scoperta di una testa di statua stele, di eccezionale bellezza e in ottimo stato di conservazione, rinvenuta da Paolo Pigorini, carrarese di origini pontremolesi, nei pressi del monte Galletto sopra a Pontremoli, e che è stata quindi consegnata al Museo delle Statue Stele di Pontremoli, con sede nel castello del Piagnaro.
E la Statua Stele in questione era proprio lì, giustamente protagonista della scena, collocata al centro delle stanze del Teatro della Rosa dove si è tenuta questa piccola presentazione, con un pubblico ovviamente limitato a causa dell’emergenza sanitaria. A rimarcare l’importanza del ritrovamento è stata la funzionaria di zona della Soprintendenza Marta Colombo, che ha iniziato la sua riflessione con una battuta «È talmente bella che sembra un falso… e invece è proprio vera, uno straordinario reperto dell’età del Rame» e ha ricordato con trepidazione quando, il direttore del Museo Angelo Ghiretti, le ha comunicato telefonicamente la straordinaria scoperta. «Per prima cosa mi ha detto di mettermi a sedere – ricorda sorridendo – poi mi ha dato la notizia di questo ritrovamento e mi ha mandato la foto. Un’emozione incredibile, non ci potevo quasi credere».
Un ritrovamento che è stato possibile grazie all’attenzione e alla correttezza del signor Pigorini, presente all’incontro, pubblicamente encomiato dalla funzionaria della Soprintendenza: «La ringrazio per il suo gesto, e parlo a nome di tutto lo Stato, perché si può incappare in un reperto ma è importante capire che quello è un patrimonio di tutti e di cui tutti possono e debbono poterne godere per capire sempre un po’ di più su questo misterioso “Popolo delle pietre”. Capisco che possa essere bello esporla in casa propria ma è molto più importante che stia in un Museo».
Sul significato della scoperta di questa stele (archiviata con il nome di “Pontremoli, Monte Galletto n. 85 del Corpus” nella raccolta del Piagnaro) si è poi soffermato il direttore del Museo delle Statue Stele, Angelo Ghiretti: «È stato un ritrovamento davvero importante, che segna una tappa nuova, sulle Stele ma soprattutto su Pontremoli. La scoperta, infatti, conferma l’ipotesi dello storico Manfredo Giuliani che in suo studio aveva ipotizzato la presenza delle Stele proprio all'imbocco della gola dell'Annunziata, che si trova sotto il monte Galletto, che si trova l'attraversamento forzato per eccellenza della testata di valle, rammentando come molte altre stele provengano da analoghe posizioni, poste nelle vicinanze di guadi in cui si doveva per forza transitare».
Quindi, secondo il direttore Ghiretti con ogni probabilità sul monte Galletto «dobbiamo immaginare esistesse, quasi cinquemila anni fa, un allineamento di statue-stele (di cui la nostra sarebbe un frammento caduto nel campo sottostante), situazione che ricorda molto da vicino il santuario di Minucciano col suo valico, cerniera naturale tra Lunigiana e Garfagnana». —
Riccardo Sordi
© RIPRODUZIONE RISERVATA)
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