Il Tirreno

Lucio Gigli perse cinque cari nella strage 

«Finalmente le scuole di Bergiola saranno luogo della memoria»

«Finalmente le scuole di Bergiola saranno luogo della memoria»

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Carrara. Il fatto che, come scritto nei giorni scorsi, la scuola di Bergiola diventerà un luogo della memoria, è accolta con favore da Lucio Gigli, che nella strage del 16 settembre del 1944 (73 vittime) ha perso cinque cari. «Da anni seguo questa vicenda e questa notizia anche se arriva in un momento particolare per tutti, mi solleva lo spirito». Ricorda: «Ho perso cinque cari in questa strage e ridare a questo luogo la dignità che merita è un dovere. Osservando quel rudere si diventa testimoni del dolore che ha segnato indelebilmente superstiti e parenti, non si può soprassedere, far finta di niente e non si capisce come si sia potuto lasciare che lo stabile, la ex scuola del paese dove il 16 settembre 1944 si consumò il massacro, si riducesse in queste condizioni».

«Spero che sia l'ultima volta che scrivo di questa vicenda e mi auguro, spero che questa sia la volta buona, perché ho già visto nel tempo, somme destinate a questo scopo, cambiare improvvisamente destinazione. Voglio soltanto ripetere che bisogna far vivere questo luogo e la memoria di quanto vi è accaduto, per fare sì che le generazioni a venire, possano ancora attingere dal deposito di ricordi delle generazioni passate, affinché queste cose non accadano più». Due anni fa, in una lettera aperta al presidente Sergio Mattarella, Gigli aveva scritto: «Io non ho conosciuto mia nonna materna, le mie quattro zie di cui una di soli 11 anni; e mia madre è stata ferita ad una gamba nell'intento di proteggere mio fratello da una raffica di mitra».

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