Meteo
«Aprite la piscina, devo curarmi» Stefano Rossi torna alla carica
massa. Non molla il signor Stefano Rossi e torna alla carica per chiedere che di poter accedere alla piscina comunale, per motivi di salute. A causa delle restrizioni legate al Covid, le piscine sono utilizzabili soltanto per squadre agonistiche. Rossi sostiene che debbano essere aperte anche per utenti che, come lui, hanno necessità di fare riabilitazione in acqua.
Dopo la sua richiesta, è arrivato il no di Comune e gestore dell’impianto. Ma lui insiste: «A proposito dei miei tanti tentativi sinora infruttiferi, di poter accedere alla piscina comunale per praticare nuoto – scrive Rossi – faccio presente che il Dpcm nazionale prevede espressamente, in deroga alla chiusura di piscine, palestre e impianti termali, non solo l'agonismo, ma anche le attività riabilitative o terapeutiche». Questo è vero, in effetti, ma, come hanno spiegato sia l'assessore allo Sport Paolo Balloni, sia il gestore della piscina Gianluca Valeri, «non è un obbligo per gli impianti aprire con funzioni terapeutiche, come non è un obbligo in questa fase di crisi e pandemia aprire per attività agonistica». Secondo i gestori, dunque, la piscina comunale al momento non ha le possibilità, per motivi economici e di personale, di fornire il servizio che il signor Rossi richiede.
Rossi però ribadisce che «nel mio caso ricorrono esigenze terapeutiche senza il minimo dubbio; per convincersene – continua – sarebbe bastato che qualcuno si fosse reso disponibile ad esaminare l'ampia documentazione specialistica in mio possesso, ma ciò non è avvenuto in oltre un mese di peripezie, esposti e segnalazioni. Il gestore sostiene inoltre che le patologie di cui io soffro non rientrano tra quelle per le quali è necessario il nuoto in vasca, ma non ha mai visto le certificazioni in mio possesso, oltre al fatto che presumo che lo stesso non sia un medico, tantomeno uno specialista, in grado di valutarle da un punto di vista clinico. Tutto ciò – conclude il cittadino – avviene per giunta, secondo quanto riferito dalla segreteria del sindaco, in presenza di un assenso verbale dell'assessore Balloni, il che rende il diniego ancora più inspiegabile; ne deriva una grave discriminazione non solo nei miei confronti, ma anche di tutti i cittadini di Massa e dintorni che si trovino in condizioni simili».
Il cittadino rinnova quindi al sindaco la richiesta di un incontro, per analizzare insieme il Dpcm e le certificazioni mediche in suo possesso. —
Manuela D'Angelo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
