Il presidio
Limoni e arance, adesso arriva il riconoscimento
massa. «Riconoscimento nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare per le due risorse vegetali locali a rischio di estinzione, il limone e l’arancio massese».
Dopo la richiesta di iscrizione al Repertorio Regionale del limone e dell’ arancio massese in quanto risorse genetiche locali a rischio di estinzione, presentata alla Regione Toscana da Pier Paolo Lorieri, esperto apuano della tradizione dei nostri agrumeti, e successivamente approvata, il senatore Patrizio La Pietra, membro della commissione agricoltura al Senato ed esponente di Fratelli d’Italia ha comunicato la bellissima notizia del riconoscimento nazionale delle nostre due risorse vegetali locali a rischio di estinzione, “Limone ed Arancio massese”.
Bruno Quieti, responsabile provinciale del dipartimento agricoltura di Fratelli d’Italia, Alessandro Amorese, coordinatore comunale e capogruppo in consiglio comunale, seguono da oltre un anno l’evoluzione delle possibili (ed auspicate) disposizioni su questi due prodotti, vero e proprio patrimonio storico massese e specificità identitaria, ed hanno chiesto al proprio senatore Patrizio La Pietra di monitorare costantemente questo percorso in commissione agricoltura al Senato ella Repubblica.
Il senatore di Fratelli d'Italia, da sempre vicino al nostro territorio, ha visitato più volte le nostre splendide colline del Candia per un incontro con i viticoltori e si era impegnato a portare avanti la promozione della nostra zona pedemontana e delle sue ricchezze naturali.
Il riconoscimento per le nostre due risorse è una nuova opportunità – spiega Fratelli di Italia – che può aprire molte strade non solo riguardanti la tutela e la valorizzazione di peculiarità del nostro territorio ma anche rinnovate occasioni di promozione e idee di progetti d’impresa per giovani e meno giovani.
Due prodotti della nostra collina – basti pensare a Castagnetola con i suoi splendidi limoni – che vengono quindi valorizzati per la loro tipicità e nel segno della valorizzazione e della biodiversità. —
Sara Lavorini
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