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Agri marmiferi, lo sfogo di Menchini
Il consigliere pentastellato sul ricorso della Regione: «Non consola ripetere che lo avevamo detto»
massa. Il consigliere comunale Cinque Stelle Paolo Menchini interviene sul regolamento degli agri marmiferi approvato dall’amministrazione e sulle decisioni assunte dalla Regione che, in relazione a quell’atto, ha deciso di ricorrere al Tar, come anticipato dal Tirreno. Menchini sottolinea in particolare che le criticità evidenziate da Firenze erano già state sottolineate dagli stessi Cinque Stelle: «La Regione Toscana – ricorda infatti Menchini – trascina in tribunale il Comune di Massa per annullare alcune norme del regolamento degli agri marmiferi, tra le quali, guarda caso, si trova anche la “famosa” percentuale di marmo da destinare alla lavorazione sul territorio che, in tutti i modi, da oltre un anno e con tutti i mezzi a nostra disposizione, abbiamo indicato all’amministrazione di alzare perché troppo bassa rispetto alle norme sovraordinate”. Molto duro, quindi, il consigliere pentastellato Paolo Menchini nel commentare la notizia del ricorso al Tar della Regione Toscana.
«Questo territorio – continua infatti – paga un prezzo altissimo in termini ambientali per l’escavazione del marmo, quanto meno, rendere obbligatorio che almeno la metà dei blocchi estratti dalle nostre montagne, vengano lavorati sul territorio, oltre a rispettare la legge regionale, riuscirebbe, come appare evidente a tutti, ad arginare l’emorragia in termini occupazionali del manifatturiero legato alla trasformazione e lavorazione del marmo in loco. E invece l’amministrazione Persiani cosa fa? – chiede Menchini – Nel caso in cui i concessionari di cava chiedano un’estensione della concessione di 13 anni, gli impone un obbligo di avvalersi della filiera locale solo per un 25-30%, cercando di giustificare questa sconsiderata scelta giocando sulla distinzione di termini contenuta nella legge tra “materiale da taglio” e “materiali sostitutivi”».
Conclude quindi il consigliere pentastellato: «Non so dire se queste scelte dell’amministrazione siano dettate più dall’arroganza o dall’incapacità, sicuramente non fanno gli interessi della comunità massese. Dispiace infine constatare che tutto il nostro impegno per migliorare un regolamento importantissimo come quello degli agri marmiferi sia stato bollato come “una perdita di tempo” e, alla luce del ricorso della Regione al tribunale amministrativo, non è di nessuna consolazione poter dire “ve l’avevamo detto”». —
R.M.
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