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Donna “ammortizzatore sociale” E in Italia in tante perdono il lavoro

Alessandra Poggi
Donna “ammortizzatore sociale” E in Italia in tante perdono il lavoro

In tempo di pandemia è il genere femminile quello più penalizzato. Bacci: occorre un cambio di passo

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Alessandra Poggi

massa– carrara. Sono sempre le donne a pagare il conto. Anche quello della pandemia. Un dato allarmante sia a livello di nuovi femminicidi sia a livello lavorativo. E questo soprattutto in Italia.

Un quadro a tinte nere dipinto proprio nella giornata dell’8 marzo, quella dedicata alle donne. A dipingerlo è stata Laura Bacci delegata della Cgil alle politiche di genere. E lo ha fatto in occasione del raduno del coordinamento delle donne della Cgil e dello Spi. Un appuntamento fisso ma che già dallo scorso anno è raddoppiato con l’omaggio alla compagna Stella Viaggi, scomparsa a gennaio dello scorso anno all’età di 79 anni. Insegnante di lettere Stella Viaggi aveva dedicato tutta la sua vita alla sinistra, prima attivamente nel Pci, poi con le donne dell’Udi e infine dedicandosi con la solita passione ai pensionati con Cgil e Spi.

A lei è dedicato l’ulivo piantato lo scorso anno in sua memoria nel giardino della Camera del lavoro di viale XX Settembre dalle sue compagne, che adesso è accompagnato da una targa in sua memoria. Deposta proprio nella giornata dell’8 marzo. Una piccola cerimonia con distanziamento, molto ristretta a causa del Covid, ma non meno emozionante o sentita rispetto a quelle più partecipate. In particolare un tocco in più è stata la presenza maschile della camera del lavoro: tutti gli uomini indossavano una mascherina di colore rosso, che come noto contraddistingue proprio la campagna della violenza di genere.

«Come lo scorso anno – ha detto Laura Bacci – ci siamo ritrovati in occasione dell’8 maggio per rendere omaggio alla compagna Stella Viaggi. Ma questo del 2021 è un otto marzo particolare dove si registrano degli arretramenti dei diritti delle donne sotto ogni punto di vista. I dati del 2020 sono tragici e dimostrano come le donne abbiano pagato in prima persona i costi della pandemia, soprattutto in Italia. Le donne hanno perso più posti di lavoro come indicano i dati Istat, e si registra il 62% rispetto alla media europea del 48%. Sul lavoro e nel terziario le donne hanno pagato in termini di precariato, di sfruttamento, del fatto di non essere pagate. Elementi a cui va aggiunta la vita famigliare di cui sono state protagoniste, ancora una volta nel welfare familistico.

Le donne sono state l’ammortizzatore sociale – ha aggiunto Laura Bacci – si sono fatte carico dello stress domestico, dei bambini e degli anziani in un lavoro considerato invisibile, ma che non lo è affatto. Senza contare che l’essere state chiuse a casa nel 2020 ha portato al 6% in più dei femminicidi, e nel 2021 i dati non sono migliori. Dall’inizio del 2021 sono undici le donne vittime di femminicidio. Eppure la donna ha un ruolo cardine nella società e forse se ne sono accorti anche i Governi e i Comuni. Se la donna ottiene la parità di genere il benessere è per tutta a società. Per questo serve una rete di supporto per le donne, una rivoluzione generazionale – ha concluso – che possa finalmente esserci alla fine di questa pandemia». —

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