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Parole forti a Mencarelli Il sindaco: tono alterato ma non aggressivo
massa. La consigliere Luana Mencarelli dei Cinque Stelle dice che si «sente vittima di una aggressione verbale, e immotivata».
E si riferisce all’intervento del sindaco in occasione del consiglio comunale del primo marzo quando ha preso la parola, dopo l’assessora all’istruzione Nadia Marnica, in risposta ad una interpellanza della stessa Mencarelli. Interpellanza in cui la consigliera chiedeva delucidazioni sul trasferimento degli alunni della scuola Comasca alla Richiostra evidenziando quelli che lei considera ritardi da parte dell’amministrazione nell’esecuzione di una serie di lavori. Il sindaco, chiesta la parola, accusa la Mencarelli di essere andata oltre e addirittura di rischiare una denuncia per procurato allarme. Il presidente del consiglio Stefano Benedetti invita la Mencarelli a non urlare come “si farebbe in un negozio di cinesi”, come se nei negozi cinesi la maleducazione fosse consentita. La consigliera Roberta Dei interviene a sostegno della Mencarelli.
Il sindaco Francesco Persiani da parte sua, interpellato sull’accaduto, contesto «di aver usato toni pesanti o offensivi. Inoltre non accetto – aggiunge – che mi si dica che non rispetto le figure femminili: è il solito modo per non affrontare le questioni nel merito. Sfido chiunque a trovare nelle mie parole qualsivoglia riferimento sessista. Mi sono difeso da accuse infondate e ingiuste, posso aver avuto un tono della voce alterato, ma non aggressivo. Quello della Comasca è un tema delicato cui tengo e sentire certe accuse superficiali mi ha fatto arrabbiare». Mencarelli – sostiene il sindaco - «aveva ricevuto una risposta precisa, ha replicato continuando a sostenere la tesi secondo cui non avremmo agito correttamente. Uno un po’ ci sto ad accettare le critiche, poi c’è anche il limite di dover provare quello che si afferma soprattutto quando ci sono in ballo questioni serie e le affermazioni sono rese da un consigliere comunale. Una cosa sono le opinioni politiche e le critiche, altro accusare un sindaco di non aver adempiuto ai propri doveri. Se presenti una interrogazione e l’amministrazione risponde in modo preciso o non ci si fida per partito preso e questo è scorretto o si ribatte smentendo la correttezza della risposta. Come si può insistere nel sostenere che non ci siamo interessati della scuola fino a gennaio 2021 se in realtà siamo intervenuti sin dal gennaio 2020 e a luglio dello stesso anno abbiamo disposto perizie? Penso che di fronte all’ atteggiamento di negare l’evidenza, chiunque abbia a cuore il proprio ruolo ci sarebbe rimasto male». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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