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Barrio e fiori, storia di donne e di violenza

A.P.
Barrio e fiori, storia di donne e di violenza

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CARRARA. Violenza di genere, ambientazioni sudamericane, razzismo e immigrazione sono gli ingredienti del thriller noir “Il Barrio dei Fiori”, il romanzo a firma del giovane scrittore apuano Mattia Miccichè, in arte Matisse Nigraterra. Diciannove anni, all’ultimo anno del liceo delle scienze umane, Mattia ambienta il romanzo in Perù, paese dove vive la sorella e che ha visitato da settembre a dicembre 2019. Un romanzo scritto durante il lockdown disponibile dal 12 marzo su Self Publishing o Amazon, sia in formato cartaceo che digitale. Una storia fantastica in cui – precisa l’autore – «l’omicidio diventa il pretesto per dare uno sguardo critico alla società, tramite un’ambientazione esotica caratterizzata dai motivi latinoamericani. In un rione andino avviene un omicidio – accenna brevemente Mattia – si alza il sipario, problemi, segreti e discrepanze sociali vengono a galla in un susseguirsi di ricordi e salti temporali. Naira nutre un forte sentimento di vendetta, alimentato dall’amore che prova Sebastian. Marlene sfugge dal passato, dalla violenza e nasconde un lato oscuro. Raul è un pozzo di segreti. Rolando è il detective e David, è la materializzazione del desiderio di morte. El blanco sarà il solo abitante del quartiere a mantenere il sangue freddo, a osservare e a indagare sulle vicende».

E proprio El blanco è l’unico personaggio reale di tutta questa storia: «Si tratta di un cane bianco che durante la mia permanenza in Perù mi ha accompagnato e protetto ovunque andassi – spiega Mattia – in Perù i cani non stanno nei giardini, ma sono liberi e spesso aggressivi. Mi ha protetto dagli altri cani e dalle persone».

L’idea di ambientare la storia in Perù nasce dal viaggio: «Mi ha colpito quella che io chiamo bipolarità del Perù: in strada puoi trovare ordine e disordine, sicurezza e violenza, ne sono rimasto rapito. Ho cercato di sviluppare nella narrazione un messaggio che faccia riflettere. Il tema della violenza di genere mi è caro, sia per gli studi che faccio sia perché è un fenomeno frequente». Mattia, che scrive con lo pseudonimo di Matisse Nigraterra, coltiva l’interesse per i fenomeni socio-antropologici e l’amore per tutte le forme d’arte. Autore di testi messi in scena come “La scelta giusta”, recitato e interpretato da ballerini al festival “Donna Anima e Corpo” e il testo “Non accadrà”, interpretato dall’autore e da alcuni attori amatoriali, in una presentazione di libri. Ha vinto concorsi provinciali, come il terzo premio di “Io Creo 2016”, sezione disegno, il premio speciale Letizia Schiaffino del concorso “Il foglio bianco” terza edizione, e il primo nella sezione fumetto del medesimo concorso nella quarta edizione. È stato selezionato nella long list del concorso nazionale Wattys del 2018. Illustratore de “La storia di Momo si colora” di Franca Sebastiani, con “Il Barrio dei fiori” è finalista al “IoScrittore 2020”. —A.P.

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