Il presidio
Assenteisti, c’è l’aula: in 50 dal gup il 19 marzo
Risolto il problema della capienza: il processo all’ex Apt a Marina. Alcune difese orientate verso la richiesta di patteggiare
Libero Red Dolce
massa. C’è una data per l’udienza preliminare del processo ai cosiddetti “furbetti del cartellino”. Visto il gran numero di indagati, cinquanta, la prima udienza del 19 marzo si svolgerà all’ex Apt, lungo via San Leonardo, a due passi dalla centralissima piazza Betti, a Marina di Massa.
Sono diverse tra loro le varie posizioni, alcune più leggere e altre più pesanti, e così è facile ipotizzare che qualcuno potrà probabilmente patteggiare, mentre, a sentire gli umori delle difesa, difficile che qualcuno scelga il rito abbreviato.
Dovranno presentarsi di fronte al gup Dario Berrino.
Nonostante gli slittamenti in avanti, dovuti alla necessità di trovare un luogo che contenesse imputati e avvocati, i rinvii non incideranno sui tempi di prescrizione: i termini di decorrenza, infatti, in emergenza sanitaria, sono stati sospesi. Una inchiesta, quella sull’assenteismo, che ha coinvolto quasi una settantina di persone.
Quarantanove di loro, il 15 dicembre scorso, sono state chiamate a presentarsi davanti al giudice Berrino.
I 49 indagati chiamati davanti al gup lo scorso dicembre sono Francesco Ambrosio, Rita Gina Belli, Amelia Biselli, Sirio Bonini, Andrea Cinquanta, Anna Confetti, Donatella Danesi, Enrico Micheloni, Diego Morabito, Marco Andrea Nari, Giovanni Padroni, Alessandro Puccetti, Nicola Rossetti, Nicoletta Rossi, Massimo Salvatori, Aldo Sartini, Giovanni Tassi, Marina Rossella Tongiani, Renato Viscuso, Loreno Vivoli, Andrea Battistini, Cristina Baudone, Antonio Bellini, Sergio Bernacca, Laura Elda Bertoncini, Lucia Bonfigli, Luca Bozzoli, Lorenza Canali, Maria Antonella Candeloro, Maurizio Bernardo Cappè, Luigi D’Argliano, Gianni Dell’Ertole, Grazia Di Leva, Riccardo Francesconi, Pier Luigi Frustaci, Andrea Giusti, Laura Innocenti, Emwan Kulperk, Massenzio Lanini, Santo Macaluso, Luca Masula, Maria Luisa Mazzi, Laura Pantera, Batista Pimenta Taciana De Lurdes, Giuseppe Rossi, Simonetta Sergiampietri, Eugenia Stocchi, Emilio Venturini, Maria Teresa Zattera.
La pm Roberta Moramarco ha invece chiesto e ottenuto l’archiviazione per 17 persone rimaste coinvolte nell’inchiesta.
Per loro – motivò – mancano elementi sufficienti per sostenere l’azione in giudizio, essendo le loro – si legge nel decreto di archiviazione – "condotte isolate o comunque rispetto alle quali, benché ripetute nel tempo, non si può ragionevolmente escludere che l’assenza di timbrature sia dovuta, anziché ad intento fraudolento, a dimenticanza o negligenza scusabile". In sede di tribunale del lavoro sono diversi i casi di persone che sono state licenziate, con un provvedimento della Regione, che poi sono state reintegrate dai giudici per la sproporzione tra gli atti commessi e la natura delle sanzioni. La Regione, nel gennaio del 2019 (le indagini risalgono al 2018), a licenziare ben 16 (su 21) dipendenti del Genio Civile apuano—
L. R.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google