Meteo
Primi vaccini Moderna sulle persone fragili
È iniziata ieri la campagna di vaccinazione ad Avenza. Over 80, solo 18 dosi a medico anche la prossima settimana
Tiziana Gori
massa-carrara. Li chiamano “soggetti estremamente vulnerabili”. Sono coloro che, nel gergo Asl, appartengono a categorie a rischio: gravi cardiopatie, fibrosi cistiche, diabetici, ipertesi. Sono state 22 le persone vaccinate ieri nel distretto di Avenza con il Moderna.
«Primo giorno - conferma la dottoressa Monica Guglielmi, responsabile di costa per l’Asl Toscana Nord Ovest - di utilizzo del vaccino Moderna sulle cosiddette persone fragili. Domani (oggi, ndr) saliremo a 66 vaccinazioni».
Si tratta nella maggior parte dei casi di persone con patologie respiratorie, che sono state contattate direttamente dai professionisti dell’Azienda sanitaria. Nei prossimi giorni aprirà il portale regionale dedicato alle prenotazioni. Qualora alcuni di questi pazienti non potessero essere vaccinati per le loro particolari condizioni di salute, potranno essere vaccinati i conviventi o coloro che li assistono.
Intanto, nelle Case della salute di Massa e Marina di Massa proseguono i richiami Pfizer e AstraZeneca per il personale scolastico e le forze dell’ordine. «Moderna - spiega Guglielmi - era già stato usato per il personale del 118. Di Pfizer e AstraZeneca la Regione comunicherà sabato la fornitura per la prossima settimana. Di Moderna sappiamo già che avremo circa 400 dosi».
Non un numero altissimo, e d’altra parte anche la vaccinazione degli over 80 procede a rilento. «Avremo 18 dosi a medico anche la prossima settimana - afferma Carlo Manfredi, presidente dell’Ordine provinciale - Come questa settimana, e sempre di Pfizer. Non sappiamo quando avremo a disposizione Moderna, che garantisce per ogni fiala un numero quasi doppio di dosi (undici contro le sei di Pfizer, ndr). Non possiamo andare nelle case degli anziani che non si possono muovere, e questo è stato motivo di attrito con alcuni parenti. Pzifer è un vaccino delicato, instabile. Non possiamo portarlo dietro con noi. Arriva nelle farmacie del territorio e viene consegnato dal corriere, scongelato, in un apposito contenitore. Dal momento in cui il flacone viene perforato il medico ha quattro ore per iniettare le sei dosi, nel proprio ambulatorio o in quello della medicina di gruppo».
Negli ultimi giorni vengono segnalate delle telefonate da parte di sedicenti operatori sanitari, che offrono il servizio di vaccinazione anti Covid 19 a domicilio in cambio di soldi. Si tratta di un tentativo di raggiro perché l'Asl in questa fase della campagna non effettua vaccinazioni a domicilio, né tanto meno chiede alcun compenso per farla. Per i soggetti vulnerabili le Aziende sanitarie chiamano i pazienti nei punti vaccinali. Per gli ultraottantenni sono i medici di medicina generale che effettuano la vaccinazione nei loro ambulatori.
E intanto Asl ha “reclutato” per le chiamate alle persone fragili che potranno vaccinarsi alcune dottoresse in stato di gravidanza che non potevano continuare a lavorare nei reparti covid.
Fra queste Alice Coucourde, 28 anni, al quinto mese di gravidanza che arriva dalle cure intermedie Covid.
«Sono fortunata perché sto bene e quindi continuare a lavorare mi sembra più che naturale – spiega – mi occupo delle cartelle cliniche e adesso anche di quello che riguarda la vaccinazione. Io mi alzo ogni mattina e sono felice di venire al lavoro: non ho mai smesso e mi ritengo davvero fortunata per questo.
—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google