Il presidio
Mille lavoratori senza Cassa integrazione
La burocrazia blocca le indennità per i dipendenti di almeno 300 aziende artigiane, da 5-6 mesi senza “stipendio”
massa carrara. Un migliaio di lavoratori artigiani della provincia di Massa Carrara, dipendenti di almeno trecento aziende che operano sul territorio apuano non ricevono l’indennità di cassa integrazione dal mese di ottobre. Per alcuni addirittura non è arrivata nemmeno quella di settembre. E c’è preoccupazione per altri ritardi per i mesi di gennaio e febbraio. La stima è di Cna, la confederazione delle imprese artigiane, furibonda per i lunghissimi tempi tecnici con cui le risorse stanziate dal Governo, quindi già previste, vengono successivamente gestite dal ministero dell’Economia.
In altre parole: mille e più lavoratori in provincia (ma il problema riguarda l’intera Italia, con decine di migliaia di dipendenti coinvolti) sono da 5-6 mesi senza reddito. Le aziende presso cui lavorano sono chiuse o comunque “rallentate” dagli effetti delle chiusure o dalle limitazioni alle attività imposte dalle norme per il contenimento della pandemia. Per questo, sono stati messi in Cassa integrazione, la cui erogazione è stata già autorizzata e finanziata dal governo. Il problema, però, è che quelle risorse non sono ancora disponibili. E per i lavoratori c’è da stringere ancora la cinghia.
Il fondo di solidarietà degli artigiani sta aspettando, ormai da mesi, di ricevere parte delle risorse stanziate dal Dpcm dello scorso agosto per erogare le prestazioni di integrazione salariale legate all’emergenza da Covid-19. «L’aspetto più assurdo ed allucinante è che i soldi ci sono, e sono stati già erogati, ma la burocrazia, con i suoi mille rivoli, frena il loro percorso nel trasferimento dallo Stato all’Ebret, cioè l’ente bilaterale che gestisce il fondo di solidarietà che viene pagato con il sudore dei lavoratori attraverso la contribuzione ordinaria – spiega Paolo Bedini, presidente della Cna Massa Carrara – Ma del resto chi è abituato ad avere sempre e comunque tutti i mesi lo stipendio non può capire il significato di restare sei mesi senza la cassa integrazione. Si sta riprendendo quello che è già successo anche nei mesi scorsi. E questo è ancora più grave perché è già successo. Non è quindi la prima volta».
La pandemia ha esaltato la grande solidarietà dei piccoli imprenditori nei confronti dei loro dipendenti: «In questi mesi – racconta il presidente degli artigiani – ci sono molti colleghi che hanno aiutato di tasca propria i dipendenti più in difficoltà. Ci sono rapporti di lavoro che diventano prima di tutto rapporti umani: è questo il valore delle imprese artigiane che contribuisce alla tenuta sociale di questa comunità».
La principale associazione degli artigiani è preoccupata anche per la erogazione della Cig relativa ai mesi di gennaio e febbraio: «In pratica – commenta ancora Bedini – ci sono mille famiglie che non vedono la cassa integrazione da sei mesi. La tempestiva erogazione delle risorse in favore del Fondo di Solidarietà deve essere una priorità assoluta per il governo Draghi nei confronti del quale noi tutti, da italiani, nutriamo aspettative». —C.F.
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