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«Decisione ineccepibile ma avrei preferito le urne in primavera»

C.F.

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montignoso. Eletto nel 2006 con il 49% dei voti (in quell’occasione il centrosinistra si spaccò, con la candidatura “alternativa” di Settimo Del Freo), Gianni Lorenzetti non fa i salti di gioia per il rinvio delle elezioni. Le indiscrezioni dei giorni scorsi sono state confermate e ieri il Consiglio dei ministri ha approvato con un decreto legge lo spostamento del voto dalla priomavera al periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Si dovrebbe dunque andare al voto tra settembre e ottobre, la data indicata è il 10-11 ottobre (ma senza cetrezze) con l'ipotesi di una sola data per le Regionali , le Comunali e le supplettive.

Uno scenario non deciso dalla politica ma imposto da ragioni di controllo della pandemia. «Io avrei preferito votare nella sessione prevista (tra maggio e giugno, ma la data non era ancora stata fissata) – commenta Lorenzetti – le proroghe non mi piacciono troppo. Ma visto che l’emergenza sanitaria continua, dato che i contagi non si fermano e preso atto che il governo ritiene, per queste ragioni, opportuno rinviare il voto, beh, mi adeguo. Anche perchè la sicurezza viene prima di tutto e l’obiettivo di tutti noi è di sconfiggere il virus».

Lorenzetti ritiene che lo slittamento delle elezioni non cambierà il quadro: «Non credo che ci possano esserci vantaggi in termini elettorali in questi mesi in più. Certo – è la sua considerazione finale – la democrazia si basa sulle urne e il rinvio di una elezione è un fatto eccezionale cheb suscita amarezza: è il segno della drammaticità di questi tempi».

Per Lorenzetti, poi, si tratta di un doppio rinvio: oltre che sindaco è presidente della Provincia e anche a palazzo ducale le elezioni son rinviate: a 60 giorni dopo le comunali. —C.F.

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