Meteo
Matteo Venturi: chi fa impresa non è un nemico. Sì al confronto, chiediamo solo certezze
Il presidente di Confindustria Massa-Carrara: «Il nostro obiettivo non è andare dagli avvocati, ma di poter investire nel rispetto delle norme. L’importante è essere uniti»
Carrara. Con l’elezione del presidente della sezione lapideo Fabrizio Santucci, la squadra di Confindustria Massa-Carrara ora è completa. Chiediamo al presidente Matteo Venturi: che atteggiamento dobbiamo aspettarci? Prosegue la stagione dei ricorsi o ci sarà un cambio di strategia?
«Noi vorremmo continuare con la strada intrapresa: cioè una linea di dialogo, fatte salve le legittime questioni legate alle aziende. Teniamo conto che quando si parla di ricorsi si tratta di chiedere ad un arbitro se le interpretazioni su una norma sono corrette o meno. In sintesi: sul tavolo ci sono diversi temi-chiave, vedi il reticolo idrogeologico, i Pabe, il rinnovo delle concessioni e appunto, la questione dei ricorsi. Ricorsi che, come sappiamo, si possono ritirare, se c’è una convergenza. Io spero che questa convergenza si trovi».
E quindi, il clima con le Amministrazioni com’è?
«Teoricamente è buono, ma siamo in fortissima attesa di vedere come vengono interpretate e recepite certe questioni relative alle imprese. Le aziende, le imprese vivono di prospettiva. Se abbiamo di fronte a noi la possibilità di poter avere lavoro per i prossimi anni, anche gli investimenti e le ricadute ne tengono giustamente conto. Fare impresa corretta significa soprattutto fare programmazione: per fortuna, ci sarà qualcuno che farà bilanci decenti anche nel 2020, anno contraddistinto dal Covid. Alcuni imprenditori avevano investito sull’innovazione digitale, sui magazzini virtuali, dialogando con i grandi buyers internazionali, e così anche durante il 2020 sono riusciti ad evitare, ad esempio di fare quelli che si definiscono i collaudi fisici dei materiali e così allocare importanti quantitativi di lastre e blocchi perché già testati, già “garantiti”. La rivoluzione digitale ha dato la possibilità di risentire meno del Covid, ma il mercato è ancora molto legato alla old economy, l’auspicio è che si possa tornare a lavorare con i commerciali e buyer liberi di muoversi nel mondo. Per questo battere ora il covid è essenziale e noi come imprese siamo pronti a dare una mano alle istituzioni per vaccinare più persone possibili nel minor tempo possibile».
Da settimane si parla del reticolo idrogeologico: una cava è chiusa, altre rischiano di chiudere.
«Ripeto, le imprese chiedono prospettiva. Non possiamo morire per le interpretazioni di leggi, bisogna necessariamente trovare il modo di dare prospettiva. Cioè dare futuro a lavoratori, alle imprese ed al territorio anche troppo vessato. Auspico che la politica e i tecnici trovino il modo di permetterci di lavorare. Non chiediamo contenzioso o di andare dagli avvocati. Chiediamo di poter investire, nel rispetto delle norme».
L’eterno dilemma dell’equilibrio tra ambiente, sicurezza e lavoro
«L’intento della mia presidenza è quello di aprirci al confronto, senza ideologia, non siamo sporchi, brutti e cattivi, c’è stata tanta innovazione: chi fa impresa non è un nemico ma una parte fondamentale della nostra comunità. Come le istituzioni e con i rappresentanti dei lavoratori ormai da tempo abbiamo intrapreso una strada virtuosa. Sono stati fatti sforzi importanti, protocolli con gli enti preposti per migliorare sempre la sicurezza ed il rispetto dell’ambiente. Continueremo su questa strada perché su questi temi, nonostante i passi in avanti, non si è mai arrivati. Noi possiamo e vogliamo, come tutti i cittadini si aspettano, dare lavoro, sviluppo, benessere, rispettando l’ambiente. È molto importante che nonostante la contrazione subita nel 2020 le aziende del lapideo non abbiano ridotto i livelli occupazionali e per noi questo è un onore: è avvenuto non solo per il blocco dei licenziamenti, ma perché i titolari e datori di lavoro hanno saputo assorbire quella contrazione del 20% causata dalla pandemia non facendola pagare ai lavoratori».
Temi affrontati anche nel recente dibattito promosso dall’azione cattolica
«Sì, in quell’occasione il moderatore ha osservato che, nonostante la presenza di ambientalisti come la professoressa Anna Marson e il professor Riccardo Canesi, non ci fosse “il sangue”, cioè che non ci fosse stato scontro. Mi sembrava dispiaciuto. Invece è importante non scontrarci ma confrontarci. Dobbiamo mostrarci uniti ai nostri interlocutori locali e regionali, se si va divisi non mostreremo la solidità monolitica che ci dovrebbe contraddistinguere come comunità. È lo stesso motivo per cui chiediamo l’assessore regionale: per avere un interlocutore che conosca il territorio, in modo da avere un filo diretto tra l’istituzione e la nostra provincia che non è correttamente seguita per i temi più importanti, dal lapideo, alle bonifiche alla portualità. Ripeto, serve un territorio compatto e serio verso i tavoli più importanti. Con i fondi Ue del recovery plan abbiamo una occasione irripetibile ma è una partita che Massa-Carrara deve giocare come una squadra unita».
Già si parla del voto a Carrara. Che ne pensa?
«Più che altro abbiamo una richiesta: chiediamo di non aspettare l’anno prossimo per conoscere i candidati in campo, chiediamo i nomi ed i programmi il più presto possibile. Ci piacerebbe poterci confrontare sul futuro della nostra comunità fin da subito».
M.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
