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Fondazione, ora le nomine del collegio e del segretario generale
Carrara. La Fondazione Cassa di Carrara , nel giro di qualche giorno, dovrà prendere atto del parere del direttore generale dell’Acri, il dottor Giorgio Righetti, secondo cui il requisito della residenza in provincia di Massa-Carrara non è superabile, e quindi rende l’avvocato Daniela Patriarchi (nella foto), sicuramente carrarese ma residente formalmente in provincia di Spezia, ineleggibile nel Consiglio di amministrazione. Il punto chiave dello statuto: “I componenti del Comitato di indirizzo e del Consiglio di amministrazione devono essere scelti fra persone fisiche, residenti preferibilmente da non meno di tre anni nel territorio della Provincia di Massa-Carrara”.
Come scritto dal Tirreno, nel suo parere, il dottor Righetti argomenta che il requisito di residenza è vincolante per essere membri del comitato di indirizzo e del consiglio di amministrazione, non per il collegio sindacale; uniche eccezioni, le persone nominate dall’Accademia di Belle Arti di Carrara e dei cooptati dal Comitato di indirizzo.
A meno di sorprese, quindi, nel nuovo Cda, non ci saranno più due componenti in quota 5 Stelle, Daniela Patriarchi e la dottoressa Fabiana Ceccarelli, e l’imprenditore Roberto Dell’Amico, ex assessore, in quota Pd, tutti carraresi, ma entrerà anche Elena Battistini, di Massa, già componente del Cda, che aveva preso gli stessi voti (5) di Patriarchi e Ceccarelli, ma essendo più giovane delle altre due era rimasta fuori, a norma di statuto.
Da segnalare inolte che, sempre a norma di statuto, è scaduto anche l’attuale segretario generale Antonio Simonini, che da alcuni mesi ha preso il posto di Roberto Ratti ma che è andato in scadenza con il precedente consiglio di amministrazione. Simonini gode della massima fiducia di tutti, ma in questo momento nel Cda la maggioranza è ballerina. Se l’incompatibilità della Patriarchi venisse ratificata prima della nomina del segretario generale, il rappresentanti del patto Pd-5 Stelle daranno l’ok a una scelta non loro ma della precedente maggioranza?
Di certo, con l’ingresso di Elena Battistini nel Cda, il “vecchio” patto, quello voluto da Zubbani, avrà la maggioranza nel Consiglio di amministrazione; nel Comitato di indirizzo invece resta maggioritario il patto Pd-5 Stelle.
I riflettori si spostano adesso su quando ci sarà l’elezione del collegio sindacale, in carica fino al bilancio, e la cui nomina è di competenza del comitato di indirizzo, dove Pd e 5 Stelle hanno cinque voti sicuri su nove e che quindi potranno scegliere a loro discrezione.M.B.
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