Il Tirreno

I costi, la casa farmaceutica e il lavoro dei professionisti

Chiara Sillicani
I costi, la casa farmaceutica e il lavoro dei professionisti

Il progetto finanziato per 200mila euro dall’azienda che produce il vaccinoNessun riconoscimento economico ulteriore, invece per i medici coinvolti

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massa. Un progetto importante che vede la nostra Asl capofila. Un progetto che, coordinato dal dottor Alessandro Ghelardi, ha già prodotto importanti evidenze scientifiche. Nel luglio 2020, non a caso, l’istituto superiore di sanità ha istituito un comitato tecnico scientifico unitamente ad un team di esperti della materia, tra cui lo stesso dottor Ghelardi e, proprio sulla scorta delle evidenze scientifiche raccolte dalla ricerca già condotta dal medico (leggi articolo nella pagina accanto), ha emesso una raccomandazione: l’utilizzo del vaccino anti papilloma virus nelle donne sottoposte ad intervento chirurgico per lesioni uterine pre tumorali.

Progetto davvero importante, quindi, che nasce nell’ambito di un team, quello della ginecologia apuana, che funziona e che – come sottolinea il dottor Roberto Marrai che il reparto lo coordina – lavora in sinergia.

Per la nuova fase di studio su lesioni tumorali e vaccino anti papilloma è prevista una spesa complessiva di 200mila euro. La cifra, che sarà sostenuta interamente dall’azienda farmaceutica che produce il farmaco, compre soltanto le spese vive: la produzione del vaccino, appunto, il suo stoccaggio e trasporto. I professionisti coinvolti nel progetto, e il dottor Ghelardi per primo, infatti, non ricevono riconoscimenti economici supplementari. L’azienda sanitaria, però, da parte sua, si impegna per garantire la piena operatività della ricerca, per mettere i medici nelle condizioni di raccogliere ed elaborare dati. Insomma, abbraccia a pieno titolo – e valorizza – il loro lavoro. «La nostra azienda sanitaria – fa il punto il dottor Marrai – offre cure ad un milione e mezzo di persone. Il nostro reparto ha operato anche in piena emergenza, non ci siamo fermati». Compiti e ruoli di assistenza diretta, capacità di dare risposte rapide ai bisogni, ma anche «un humus fertile – per usare le stesse parole del primario – per sperimentazioni e studi con un valore che va ben oltre l’ambito aziendale».Risposte ai bisogni di salute, dicevamo, ma anche ricerca perché – per mutuare le parole della dottoressa Mariella Immacolato, responsabile della medicina legale apuana e versiliese – l’innovazione è ingrediente indispensabile in sanità.

È proprio la dottoressa Immacolato, infatti, a coordinare la task force aziendale, composta da medici, farmacisti e biologi che, con dossier e produzioni scientifiche, sostengono la sperimentazione e producono tutta la documentazione da esibire al comitato etico. Sì perché studi e ricerche richiedono particolari percorsi e produzione di contenuti tecnici.

Un humus fertile, una equipe che funziona e la grande passione di un medico. Perché il dottor Alessandro Ghelardi al lavoro di ricerca sull’impiego del vaccino anti papilloma virus nelle donne operate con lesioni uterine, ha dedicato domeniche e giornate di riposo. Intere notti:« C’è una passione che mi spinge, il piacere di fare ricerca ed approfondire. E io credo che quando si individua qualcosa di nuovo, sia indispensabile condividerlo, indispensabile farlo sapere». La scienza che diventa comunità e sia alimenta della conoscenza collettiva e condivisa.

Clinica e ricerca quindi, le due anime della scienza e della medicina. E quando quelle due anime convivono nell’azienda sanitaria, significa che quell’azienda offre ai suoi professionisti occasioni importanti. Ed evita che quell’eccellenze si sentano sol e lascino il territorio cercando spazi di crescita altrove. —



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