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Contagi in aula, chiusa la scuola di Albiano
Niente lezioni in presenza fino al 12, intanto la Sds fa il bilancio di un anno di pandemia: oltre 2.600 casi in Lunigiana
AULLA. Un anno fa, l'Italia era in subbuglio per il diffondersi del coronavirus, la pandemia stava per esplodere. E oggi non è ancora finita: mentre si fa un bilancio che conta oltre 2.600 casi in Lunigiana registrati da inizio epidemia, un’altra scuola chiude per rischio contagi E la scuola primaria di Albiano Magra. Il sindaco Roberto Valettini, dopo la conunicazione da parte dell’Asl della positività e “considerato l’estendersi del focolaio Covid 19 interessante anche alcuni alunni”, ha ordinato la sospensione delle attività didattiche da oggi e fino al 12 marzo prossimo (compreso). Il provvedimento del sindaco conferma come la diffusione del virus sia ancora notevole in Lunigiana. Come le statistiche confermano.
Nel corso dell’ultima assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana, è stata approvata la Programmazione operativa annuale (Poa) per il 2021 nel contesto dell’aggiornamento del “Profilo di salute”. Un documento in cui uno spazio importante è rappresentato, inevitabilmente, dall’emergenza pandemica in corso e dalle azioni di contenimento adottate.
Emerge, infatti, che la Lunigiana, all'interno del contesto regionale, ha presentato sin dall'inizio del periodo emergenziale dati di diffusione del Covid-19 di particolare entità rispetto ad altri territori: al 15 maggio 2020 erano stati registrati 432 casi tra i residenti. Di questi il 59% erano femmine e il 41% maschi. L’ondata di contagi dell’autunno, invece, ha coinvolto la zona della Lunigiana molto di più di quella della primavera scorsa, anche perché nella seconda fase il tracciamento dei casi è stato molto più efficace; complessivamente il tasso di letalità si è ridotto al 4,2%.
Da inizio pandemia ad oggi, quindi, sono stati registrati oltre 2mila e 600 casi tra i residenti; di questi il 51% femmine e il 49% maschi. I Comuni più colpiti sono stati quelli di Aulla, Fivizzano, Pontremoli e Licciana Nardi. «Quello appena trascorso – commenta il presidente della SdS Lunigiana Riccardo Varese – è stato un anno particolarmente difficile per tutti e anche per il nostro consorzio, anno che ha visto, però, anche una capacità di riorganizzazione dei servizi ed una partecipazione e coesione straordinarie, che hanno permesso di fronteggiare la pandemia da covid-19».
«Questa programmazione – fa eco a Varese il direttore della SdS Lunigiana Amedeo Baldi – mantiene, comunque, particolare attenzione alla prevenzione, agli interventi della cronicità, agli interventi di continuità assistenziale fra ospedale e territorio e all’integrazione fra sociale e sanitario. Quest’ultimo aspetto è il caposaldo della nostra organizzazione e consente di realizzare politiche sociali e sanitarie integrate attraverso i fondi che derivano dagli enti consorziati, permettendo di sviluppare un welfare di comunità per la crescita della stessa. La Lunigiana è stata particolarmente colpita fin dalla prima ondata del covid-19, essendo confinante con regioni in cui l’epidemia ha avuto una maggiore espansione. Inoltre, è necessario sottolineare che le azioni messe in atto per il contenimento di questa pandemia ci hanno obbligato anche a riflettere sulla riorganizzazione dei servizi e sulla ripartenza, che non possono non tener conto dei rigidi sistemi di sicurezza necessari per la protezione degli utenti e degli operatori, e per la salvaguardia della salute pubblica. A questo proposito, appare opportuno evidenziare, ancora una volta, l’impegno continuo e appassionato di tutti gli operatori – conclude Baldi – sia quelli in prima linea sia quelli che supportano la logistica necessaria al buon funzionamento di tutto il sistema». —
Gianluca Uberti
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