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Marmo e cave: un patto sociale tra città e mondo delle imprese
Un ampio confronto nel convegno di studi dedicato a don Giuseppe Taliercio Venturi (Confindustria): il monte va bene. Canesi: Carrara ha smarrito identità
CARRARA. Un patto sociale tra città e mondo dell’impresa estrattiva per scongiurare la morte delle terre apuane e di una Carrara ormai sempre più “guscio morto”, come è stata definita durante la serata. Se ne è parlato tanto in passato, ma adesso l’idea si riaffaccia e l’approssimarsi delle elezioni amministrative del 2022 dà un significato nuovo e rilevante alla presa di posizione, durante il dibattito di lunedì sera, di alcune importanti compagini politiche carraresi, come quella del Pd.
Si è svolto infatti due sere fa, in occasione dell’11° edizione del Convegno di studi per commemorare la figura di don Giuseppe Taliercio, un confronto anche politico del Pd sul tema marmo: con il segretario comunale cararrese Gian Luca Brizzi che, riconoscendo l’aria nuova di casa ormai a Confindustria grazie alla nomina del neopresidente Matteo Venturi, è sembrato mettere in guardia gli imprenditori: «Se non ci pensiamo noi, ci penserà l’Europa e se ci penserà l’Europa saranno dolori per tutti».
ACCADEMIA PER LA PACE
A rompere gli indugi iniziali è stata una incisiva quanto pungente Antonella Cappè per Accademia apuana della Pace.
«Non ci vogliono ideologizzazioni ma ci vogliono visioni. Ricordo il rischio idrogeologico, la serie di alluvioni con la terribile alluvione del 2014 dove emerse che il problema era a monte. Il ripristino dei ravaneti-spugna che non è ancora stato fatto anche se quella promessa ha permesso di salvare i ponti storici carraresi; viene chiesto di utilizzare le zone demaniali dove sono presenti ruscelli e fossi: è improponibile! Quando si parla di economia circolare per il marmo, io ho paura, perché senza visione significa estrarre marmo e usarlo tutto quando conosciamo il business dello sbriciolamento del marmo, da cui deriva la crisi della lavorazione e che ha aperto all’escavazione selvaggia».
I laboratori
Roberto Pedrini ha un laboratorio d’arte e dà una conferma tragica.
«Sono 40 anni che ho un laboratorio di marmo, quando iniziai i blocchi scendevano sempre al piano, ora i blocchi a volte arrivano, a volte no. Per un piccolo imprenditore acquistare un blocco non è facile – ha sottolineato – Le piccole aziende non riescono più a venirne fuori. Carrara è ancora la capitale del marmo? Una volta i blocchi arrivavano dal Brasile e da ogni parte del mondo per essere lavorati: ora lavorano tutti in loco. Qui no».
RICCARDO CANESI
Il noto ambientalista oltreché docente, tra i fondatori di Legambiente risponde a Venturi: «La gestione delle cave deve cambiare: gli imprenditori lo devono capire e se non lo capiscono, gli amministratori devono farglielo capire. La quantità estratta va ridotta e non abbiamo ancora il marchio che valorizzerebbe il prodotto che significherebbe aumento del valore aggiunto, vale a dire diminuzione della quantità estratta. Io non sono pregiudizievolmente per la chiusura delle cave e mi impegno a essere meno ideologico ma anche gli imprenditori: molti sono illuminati, altri meno. Al Pisanino per esempio stanno letteralmente sbriciolando la montagna: la cava va chiusa. Ci vuole coraggio. Carrara ha smarrito la sua identità ora bisogna fare un grosso lavoro culturale sui ragazzi».
ANNA MARSON
Assessore regionale alla pianificazione del territorio e al paesaggio, “madre” del piano paesaggistico e docente presso la Facoltà di Pianificazione: «La norma non si attua per il solo fatto di scriverla ma la si attua nel comportamento quotidiano degli attori che agiscono. All’epoca troncai il mio mandato proprio per come venne gestita la questione apuana e le pressioni hanno proseguito anche dopo: delle rappresentanze di imprenditori tentarono di fermare il piano paesaggistico al Ministero e non è vero che i sindacati erano così in disaccordo con gli imprenditori».
MARCO LEORIN
Il presidente di Azione Cattolica Diocesana ha sottolineato con determinazione: «Penso che il marchio per la sostenibilità del marmo debba passare dalla diminuzione della quantità estratta e l’altra questione è l’impatto delle cave sull’ambiente».
MATTEO VENTURI
«Il monte va bene, la sfida è al piano, per questo insistiamo sulla bonifiche. Rinnovo l’invito a Canesi e Marson per dare il loro contributo, siamo disponibili a cercare di raccogliere contributi: troviamo un percorso condivisibile che guardi alle imprese e ai desiderata della città: la città vota e siamo obbligati ad ascoltarla».
GIAN LUCA BRIZZI
Il segretario comunale Pd di Carrara è intervenuto muovendo anche una critica alla premialità prevista dal regolamento degli agri marmiferi varato dai 5s: «Le regole ci sono però devono essere legate a una premialità fattibile». E sulla questione dei beni estimati: «La questione dei beni estimati è annosa, ma si può lavorare attenuando gli scontri sociali». .
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