Il Tirreno

In piazza Aranci ecco gli esasperati «Abbiamo bisogno di fatti, in fretta»

Libero Red Dolce
In piazza Aranci ecco gli esasperati «Abbiamo bisogno di fatti, in fretta»

Un centinaio gli operatori con Confcommercio e Confesercenti. Adriano Rapaioli: «Alla lunga, situazione insostenibile»

2 MINUTI DI LETTURA





Libero Red Dolce

massa. Se una manifestazione si misura dal numero dei partecipanti, il centinaio di presenze ieri in piazza Aranci a Massa dovrebbe confermare a Confesercenti e Confcommercio il successo della loro iniziativa. Eppure. «Purtroppo c’erano tanti negozianti, imprenditori e commercianti. E portare queste categorie in piazza è difficile. Dico purtroppo perché questo significa che c’è un disagio diffuso». Ecco, “l’eppure” lo spiegano bene le parole di Sara Giovannini, direttrice di Confcommercio. In quella piazza sarebbe stato meglio avere il vuoto. Quello che da un anno c’è nei negozi e nei locali. Paradossi del Covid.

C’è il mondo del terziario in piazza, guidato dalle due associazioni di categorie numericamente più importanti. È una partita nazionale, tanto che i rappresentanti a fine mattinata vengono ricevuti dalla prefetto vicaria Sabatina Antonelli, per far da tramite a una serie di rivendicazioni da portare a Roma.

Non ci stanno più a essere gli unici rimasti fermi. «Per un po’ di tempo si può reggere – commenta Adriano Rapaioli, coordinatore di Confesercenti – ma alla lunga mi pare chiaro che sia insostenibile. Si parla del Ristori V da dicembre e ancora siamo qua ad aspettare. Non si può prendere sottogamba l’interesse di una parte produttiva così importante del paese».

Oltre ai ristori immediati e parametrati sulle perdite, un altro tema è quella dellamoratoria fiscale per gli anni 2020-2021. «Le sospensioni potevano andare bene quando si credeva che avremmo riaperto: ma ora, come si deve fare a pagare senza entrate o quasi», continua Rapaioli.

Sabrina Giannetti, presidente di Federalberghi Massa Carrara, torna sul tema dell’inusuale pulsione di piazza per la categoria: «Non ho mai manifestato in vita mia, neanche quando ero studentessa, perché ho sempre pensato che alle manifestazioni di protesta preferivo il dialogo. Oggi, a 50 anni, sono scesa in piazza con la mia categoria e ho ascoltato le parole della politica. Rispondo che “tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare”. L'onorevole Martina Nardi ha annunciato un “ristoro cinque”, quando sfido chiunque in questa piazza a confermare che siano arrivato tutti i precedenti».

Nardi (Pd) è in piazza anche lei. «Il problema c'è ed è evidente, erò vorrei sottolineare che non ci siamo accaniti contro i ristoratori o gli albergatori. Ci stiamo mettendo mani e testa». Un invito a fare presto anche dal sindaco Francesco Persiani, coalizione di centro destra. «Il governo deve prendere contezza del problema, le soluzioni ci sono e non si può chiedere un sacrificio a tempo indeterminato. E lo dico ribadendo la necessità del rispetto delle regole: spingiamo per il piano vaccinale di massa e chiediamo impegno a Roma». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web