Il Tirreno

Il sindaco: spetta alle imprese mettere in sicurezza i ravaneti

L.B.
Il sindaco: spetta alle imprese mettere in sicurezza i ravaneti

Il mondo del marmo e il “caso fossi” 

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carrara. Fossi e canali demaniali alle cave, il sindaco replica a Legambiente. Arriva alla vigilia dell'incontro tra uffici regionali (ambiente e cave) con l'Agenzia del demanio, proprio sul tema, la risposta del sindaco Francesco De Pasquale all'associazione. È in programma per oggi (martedì), infatti, l'incontro, come abbiamo anticipato, tra i due enti: al vaglio, per sciogliere il nodo (con il caso della cava Polvaccio del gruppo Barattini), la strada della sdemanializzazione e, visti i tempi più lunghi pronosticati per la procedura, a fare il paio anche un'opzione transitoria per accorciare le tempistiche di stop dell'attività.

Mentre il vicesindaco con delega al lapideo Matteo Martinelli auspica una risoluzione in tempi rapidi, il sindaco risponde a Legambiente: «La risoluzione dei nodi sull’utilizzo di fossi e canali in aree demaniali è un passaggio obbligato soprattutto nell’azione di contrasto del rischio alluvionale sollecitata anche da Legambiente». E aggiunge: «La maggioranza ha inserito nei Piani attuativi dei bacini approvati la scorsa estate alcune norme che oltre a identificare i ravaneti pericolosi, ne impongono la messa in sicurezza a carico dei concessionari. Questa norma traduce nero su bianco la richiesta di Legambiente di “compiere una scelta che va a vantaggio dell’intera comunità” e inverte quella tendenza, denunciata dalla stessa associazione per cui “da molti decenni il diritto del Far West prevale su quello delle leggi scritte”».

De Pasquale ricorda poi che «i fossi e i canali di cui si parla hanno perso la loro funzione idraulica da decenni. Non parliamo di ruscelli, ma di aree dove in tempi storici e ancora fino al 1995, con un regolamento approvato in Regione, era consentito lo scarico dei detriti. Si tratta di materiali accumulati in molti casi nel corso dei secoli, sicuramente ben prima che questa amministrazione si insediasse. Noi non solo non abbiamo mai consentito questa pratica, ma abbiamo eliminato ogni riferimento a questa possibilità nel nuovo Regolamento degli agri marmiferi. Il nostro impegno – precisa il sindaco – non ci solleva però dalla responsabilità di ripristinare la sicurezza: per questo con i Pabe imponiamo ai concessionari di intervenire sui ravaneti pericolosi. Perché lo possano fare, a loro spese, è fondamentale dirimere gli ostacoli burocratici e consentire loro di effettuare le opere di messa in sicurezza anche laddove i ravaneti pericolosi insistano su fossi e canali demaniali».

Per palazzo civico, quindi, per abbattere il rischio alluvionale, come chiede Legambiente, «è fondamentale poter accedere ai ravaneti pericolosi anche quelli che sovrastano fossi e canali demaniali. Quindi dirimere questa questione è nell’interesse della collettività non certo dei concessionari». —L.B.

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