Il presidio
«Piattaforma on line per i negozi cittadini»
Il circolo Arci 31 Settembre critica il Piano del commercio e lancia l’idea di rilanciare il vecchio sito “Massa da Vivere”
massa. Il Piano del commercio? «L’ennesimo strumento "vecchio come il cucco" che rischia di esporci all'ennesima depredazione del territorio». A sostenerlo è il circolo Arci “Trentuno Settembre” che definisce il piano firmato dall'assessore Paolo Balloni «un modello fallito in partenza perché offre risposte superate, prendendo ad esempio un settore, quello del commercio al dettaglio, che la pandemia sta radendo al suolo, ma che già viveva una crisi pregressa dovuta a tendenze in atto da almeno un decennio. La destra di Fratelli di Italia, che molto ha sostenuto il piano, ha spinto per un regolamento tutto incentrato sul decoro, sull’uniformità estetica e sul conformismo. Una visione ordinata e disciplinata secondo i “gusti”, di chi, poi? Una visione da ventennio. Con questo atto, il Comune torna a occuparsi di grandi dilemmi: dove aprire un kebab? Dove un sex-shop? L’insegna in quella strada è meglio giallo ocra o giallo canarino? Niente di nuovo, tutto vecchio. Unica sorpresa? I giovani consiglieri e le giovani consigliere di Massa: vi rendete conto di aver approvato un atto che non prende in considerazione l'impatto devastante di realtà come Amazon? Vi rendete conto che potreste tentare di porvi rimedio con qualche soluzione al passo con i tempi?»
Al contrario, sostiene l’Arci, di fronte alla certificazione di come il commercio online sia il vero vincitore del 2020, (solo Poste Italiane ha aumentato le consegne dei pacchi del 42%), occorrerebbero ben altre risposte. L’acquisto di beni e servizi si sposta online producendo la nascita di nuove piattaforme per la consegna di cibo a casa e la creazione di nuovi posti di lavoro; occupazioni spesso prive di tutele che coinvolgono un esercito di lavoratori e lavoratrici assunti da società con sedi fiscali lontane. E addio ritorno sul territorio. La cosa più semplice suggerisce ancora Trentuno Settembre, «sarebbe stata quella di resuscitare un vecchio arnese come il sito internet “Massa da Vivere” cercando, magari, di coinvolgere come consulente qualche università italiana e qualche azienda come Poste in qualità di partner. Provare a realizzare una piattaforma civica di commercio online su base comunale avrebbe dovuto essere la prima grande strategia per il commercio di un'amministrazione politica moderna. Invece siamo di fronte a un’amministrazione di destra, come quella Persiani, che é vecchia di idee e contenuti. Un approccio che non considera il contesto sociale, culturale, politico ed economico nel quale si applica».
Nel suo piccolo, il circolo Arci 31 Settembre ha creato una forma di solidarietà commerciale, per i soci, verso quei circoli di somministrazione che sono chiusi ormai da un anno e hanno gigantesche difficoltà a continuare la loro attività. «Occorre innovare e immaginare una piattaforma del commercio civico in cui le associazioni siano protagoniste; non è più tempo di farsi la guerra, occorre collaborare capendo che il nemico è Amazon, non il vicino di negozio. Il commercio di vicinato viene da anni durissimi e ha di fronte almeno un biennio drammatico, per questo occorre un approccio totalmente diverso da quello portato avanti sin qua dalla giunta Persiani. Come Arci siamo a disposizione della città per portare il nostro contributo».
Infie un consiglio ironico: «Suggeriamo all’amministrazione Persiani un corso all’Università della terza età a Genova. Ci sono tante bellissime "slide" (ma per comodità potete chiamarle "diapositive") che illustrano gli effetti dei cambiamenti climatici in territori fragili come il nostro. Anche oggi, ringraziamo gli amministratori del nostro Comune per averci detto chiaramente che i problemi della città li affronteranno domani». —
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