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Appello ai sindaci: dite cosa volete fare con Gaia
massa. “Abbiamo appreso con piacere che il vicesindaco di Carrara con delega alle Partecipate Matteo Martinelli ha dichiarato pubblicamente, a mezzo stampa, di essere d’accordo sulla trasformazione del servizio idrico Gaia SpA e ha colto anche l’occasione per condividere con i cittadini le tante difficoltà incontrate nel corso della sua attività politica e di amministratore per arrivare a intraprendere la strada della ripubblicizzazione del servizio e realizzare un soggetto di diritto pubblico come lo è l’Azienda speciale consortile.
A questo punto i cittadini – dichiarano i membri del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico – hanno diritto di sapere cosa intendono fare, in tutta trasparenza, anche gli altri sindaci cui comuni sono soci di Gaia, tanto più che questa società non fa che creare problemi ai territori, e presenta conti molto salati in quanto ha tra le bollette più alte d’Italia”.
Il Cca lancia ai sindaci, ancora una volta, un appello affinché dichiarino apertamente se vogliono rendere finalmente pubblico il servizio.
“Forse questi stessi sindaci non hanno ancora capito bene quale sia la posta in gioco rispetto. Forse non sanno cosa è accaduto il 7 dicembre 2020, ovvero il giorno in cui, per la prima volta nella storia, l’acqua è stata quotata in borsa e trattata proprio come una merce qualsiasi. Forse vale la pena ricordare che i cittadini sono molto preoccupati rispetto a ciò che sta accadendo. Non è un caso che sia in atto una petizione nazionale a questo link (https: //www. change. org/p/mario-draghi-quotazione-in-borsa-dell-acqua-no-grazie? redirect=false) titolata “#acquainborsaNOgrazie”, promossa dal’Forum Italiano dei movimenti per l’acqua’, e che in pochi giorni essa abbia già raccolto quasi 50. 000 firme.
Con questa campagna si chiede al governo italiano, tra le altre cose, di prendere posizione ufficialmente contro la quotazione dell’acqua in borsa e di impedire l’accaparramento delle fonti attraverso l’approvazione di concessioni di derivazione che garantiscano il principio di solidarietà e la tutela degli equilibri degli ecosistemi fluviali”. —
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