Il presidio
Quella lapide di Fabbricotti lasciata in un fondo per una lite
carrara. I carrarini hanno scarsa memoria? Forse. Di sicuro l’hanno nei confronti di una famiglia che ha fatto la storia della città: la famiglia Fabbricotti. Nei confronti della quale si è attuata una a vera e propria “damnatio memoriae”, ha scritto lo storico locale Luca Borghini. Una rimozione del ruolo di questa dinastia di industriali del marmo che si attua anche in un caso tutt sommato minore. È il docente di Storia geografia Riccardo Canesi a segnalarlo, con una lettera aperta al sindaco Francesco De Pasquae.
A Torano, frazione dove i Fabbricotti hanno vissuto per oltre un secolo, abbandonata in un fondo c’è una lapide restaurata che ricorda Bernardo Fabbricotti, colui che aveva edificato il parcoe e la villa della Padula, l’omonima Villa Fabbricotti di Livorno ed era diventato forse il più importante venditore di marmo in Gran Bretagna, con la realizzazione a Londra di Lorano House e della banchina sul Tamigi Carrara Wharf . La lapide, raccconta Canesi «di prestigiosa fattura, realizzata nel 1905, era apposta sull’edificio della Cooperativa cavatori di Torano come ringraziamento da parte loro all’imprenditore per avere fornito i marmi (“Perchè viva perenne il ricordo del Commendator Bernardo Fabbricotti e Figli, che donarono con regale munificenza i marmi occorrenti a questo edificio”). Mi risulta che qualche anno fa sia sorto un contrasto, incomprensibile ai più, tra il condominio, che a maggioranza avrebbe voluto reinstallare la lapide, e alcuni cittadini toranesi contrari. Aldilà di questo, a Carrara riusciamo a litigare anche su un manufatto di esclusiva importanza storica e privo di qualsiasi contenuto politico potenzialmente divisivo, sarebbe opportuno che il Comune si adoperasse per far si che la lapide riprenda il posto sulla facciata dell’edificio. Perché i visitatori di Torano, che a migliaia d’estate visitano il paese grazie alle encomiabili attività dell’associazione locale, devono ignorare che c’è stato un imprenditore che 100 anni fa ha regalato i marmi ad una cooperativa di cavatori a lui grata».
Canesi infine, lancia un’idea: suggesce di organizzare la prossima estate nell’ambito di “Torano, notte e giorno” , una conferenza, sulla famiglia Fabbricotti, toranesi Doc. —
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