Alleanza sul lavoro, la camera di commercio sostiene i sindacati
I dati Isr sull’economia di Massa-Carrara non vedono crescita fino al 2024 «Siamo a disposizione per aiutare a cambiare passo»
MASSA. Si allarga il fronte dell’alleanza sul lavoro, partito su impulso di Cgil, Cisl e Uil. La consulta delle associazioni di categoria, all’interno della Camera di Commercio prende posizione, dichiarandosi d’accordo con l’iniziativa sollecitata dei sindacati confederali sul tema del “Lavoro nella nostra provincia” e raccolta dalle istituzioni locali, in primis dal sindaco del comune di Massa Francesco Persiani, dal presidente della provincia Gianni Lorenzetti, dal sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, dalla stessa Camera di Commercio e dal presidente di Confindustria territoriale, Matteo Venturi.
«Il tema lavoro, la tempistica per la sua proposizione, stante il periodo di crisi pandemica e socio-economica, è fondamentale per il futuro del nostro territorio e la consulta delle associazioni di categoria dà la propria disponibilità a collaborare per individuare i problemi, le possibili soluzioni e soprattutto ad attivarsi per superarli», scrivono in una nota.
A evidenziare la necessità di un intervento collettivo sul tema sono anche i numeri, impietosi, della situazione apuana.
Nell’incontro del tavolo al comune di Massa dello scorso lunedì sono stati forniti tra gli altri pochi, ma eloquenti dati presi dall’ultimo rapporto intermedio dell’Isr (l’azienda speciale della Camera di Commercio), che descrivono la difficoltà della nostra economia: il Pil di Massa-Carrara nel 2020 3 milioni e 995mila euro, cioè meno 491 milioni rispetto all’ano precedente, pari al -11,2 per cento (Toscana meno 10,3, Italia meno 9,7); il numero complessivo delle entrate nel mondo del lavoro programmato dalle imprese nel 2020 si è ridotto del 21,5% rispetto al 2019, che in valore assoluto corrisponde a 2.320 unità lavorative in meno.
L’aspettativa per il 2021, con le continuate restrizioni alle attività economiche, non lascia certo sperare un recupero di quanto perso, che secondo i dati dell’Isr non si realizzerà neppure nell’anno 2023.
E la preoccupazione di due anni con il segno negativo è spiazzante.
«Il territorio deve verificare ed attivare tutti gli strumenti di politica economica locale per favore degli investimenti sul territorio e quindi la sua crescita. Pensiamo all’Accordo di programma, alla zona franca urbana, alla zona logistica semplificata, al patto per lo sviluppo, al piano delle opere prioritarie del paese, che prevede la ferrovia Pontremolese, ma anche alle risorse messe a disposizione dal Mise per Transizione 4.0, la politica del ministero dello Sviluppo Economico per la digitalizzazione del nostro sistema produttivo», aggiungono dalla consulta delle associazioni.
Questa l’analisi: «Non possiamo non considerare che gli investimenti in infrastrutture abbiano un carattere anti-ciclico e che in un periodo di riduzione dei consumi, generato da un clima di forte incertezza e conseguente contrazione dei flussi commerciali, gli investimenti pubblici in infrastrutture, ma anche quelli privati in macchinari produttivi, abbiano la caratteristica di dare un nuovo slancio all’economia, generando liquidità nelle tasche delle imprese, dei lavoratori e delle loro famiglie. I moltiplicatori del settore Infrastrutture pubbliche sono stimanti in un range compreso tra 1.5 e 2.7 per ogni unità di moneta investita. Detto questo la necessità di un tavolo permanente del “Lavoro” che monitori le variabili socio-economiche del territorio, individui le problematiche e proponga le soluzioni, con il coinvolgimento della Regione e dello Stato per l’attivazione dei finanziamenti, quali interventi di politica economica, è fondamentale per provare ad uscire da questa palude, che se generalizzata ed a livello mondiale, trova nella nostra provincia criticità ancora maggiori».
E concludono: «Certamente le difficoltà vengono dal passato, ma dobbiamo imparare da questo e guardare al futuro a breve per attuare soluzioni concrete ed efficaci. La Consulta delle associazioni di categoria, la Camera di Commercio e l’Isr sono pertanto a disposizione, con la propria conoscenza e competenza, proponendo i propri spazi fisici e virtuali per il coordinamento del tavolo, nonché tutta la base informativa per assumere le giuste decisioni». —
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