Il presidio
Ctt si difende: la manutenzione c’è ma i nostri bus sono troppo vecchi
Età media di servizio 13 anni, contro i 7 europei: «Con la gara regionale sub judice non investiamo»
massa. Guasti ai freni, agli impianti di raffreddamento, ai motori. Fino al caso di Pisa di due settimane fa, quando un autista ha rischiato di rimanere con il volante in mano.
I sindacati degli autisti attaccano, Ctt Nord si difende: la manutenzione c’è, viene svolta regolarmente e da ditte certificate ma i nostri autobus sono troppo vecchi.
Questa la sostanza del la replica aziendale. Il motivo? Secondo Ctt tutto è da ricercare nell’incertezza cronica degli ultimi anni, con la gara regionale ferma nelle aule di tribunale e l’impossibilità di fare investimenti.
Bastano due numeri a sintetizzare il concetto: i bus europei hanno un’età media di servizio di 7 anni, quelli italiani di 12, 5, quelli del Ctt – nello specifico – di 13 anni (secondo i sindacati anche 15).
Con bus così vecchi una buona manutenzione consente di contenere, ma per quanto?
“Negli ultimi anni – specifica l’azienda in una nota – il parco autobus in gestione a Ctt ha richiesto un numero crescente di interventi manutentivi a causa dell’invecchiamento che ha portato l’età media ad oltre 13 anni in conseguenza del rallentamento degli investimenti dovuto all’incertezza della gara regionale tuttora sub judice davanti al Consiglio di Stato. L’età media di tutto il parco autobus circolante in Italia è molto alta e supera i 12, 5 anni perché l’intero settore ha patito il difetto di programmazione e ritardo degli investimenti, mentre in Europa l’età media oscilla tra 7 e gli 8 anni.
Ricordiamo – prosegue Ctt – che l’offerta di gara presentata da Mobit, di cui fa parte Ctt Nord, che è risultata la migliore nel punteggio tecnico e qualitativo, prevede il rinnovo di ben 2124 bus (sui 2900 circa che circolano oggi in Toscana) che se attuato porterebbe l’età media intorno ai 7 anni. A fronte di questa situazione Ctt Nord ha potenziato l’attività di manutenzione per garantire il regolare svolgimento del servizio e di questo ne è testimonianza il costo sostenuto per manutenzione e ricambi che negli ultimi 4 anni (2017-2020) si è mediamente attestato ad una spesa annua di 8, 7 milioni di euro con un incremento di oltre il 22% rispetto alla media di 7, 1 milioni dei precedenti 4 anni (2013-2016). Nel 2020 abbiamo registrato un picco di costo di ben 9 milioni di euro.
Allo stato attuale, in attesa che si sblocchino gli investimenti della gara regionale, abbiamo notizia che sono già stati stanziati dallo Stato 21, 6 milioni a favore della Regione Toscana (annualità 2020-2033) e 23, 7 milioni a favore dei capoluoghi di Livorno e Lucca per progetti di rinnovo della flotta bus anche con alimentazioni alternative al gasolio. Di queste risorse però Ctt Nord non ha la titolarità e dovranno essere quindi la Regione ed enti locali a procedere direttamente e rapidamente all’acquisto e all’immatricolazione dei nuovi autobus”.
“Dobbiamo ringraziare – prosegue la Compagnia– tutte le maestranze che, nonostante il periodo della pandemia e le difficoltà operative che ne conseguono, hanno assicurato con il loro impegno il regolare svolgimento del servizio, anche in occasione della ripresa delle attività scolastiche”.
La manutenzione ai mezzi è eseguita attraverso 12 officine, dislocate in quattro province. Impiegando una forza lavoro di 165 addetti svolge giornalmente la manutenzione a oltre 850 bus. Negli ultimi anni Ctt Nord, ha integrato il proprio sistema di manutenzione con quello offerto direttamente dalle case costruttrici, a cui ha affidato la manutenzione di una parte della propria flotta.
Relativamente all’episodio accaduto a Pisa di una rottura di uno sterzo Ctt chiarisce che lo sterzo non si è divelto durante il servizio, ma ha permesso all’autista di arrivare al capolinea: “Si tratta sicuramente di un difetto di costruzione del componente e la casa costruttrice se ne sta già occupando insieme ai nostri tecnici”. —
Tiziana Gori
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