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Il Caso 

Lavori pubblici, il sindaco nel mirino del Gruppo misto

R.M.
Lavori pubblici, il sindaco nel mirino del Gruppo misto

Cofrancesco: «Ascolti il civismo, serve un cambio di passo» Roberta Dei e Forza Italia: troppo tempo perso sulla Comasca

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Massa. «Nel 2023 Vogliamo lasciare Massa nuovamente in mano alla sinistra? Perché questo non si avveri bisogna cambiare passo»: a scriverlo è Antonio Cofrancesco del Gruppo Misto che, ricorda, «proprio chi crede nel civismo come me, dell’associazione Massa Futura, candidato nella lista civica del centro destra, Toscana Civica per il Cambiamento che nella scorsa tornata elettorale Regionale, ha contribuito alla sconfitta del centro sinistra nella Provincia di Massa-Carrara e ancora più netta nel comune di Massa». Ma, aggiunge, «riflettendo sull’operato dell’Amministrazione di Massa, qualche preoccupazione sorge, oltre alla mancata programmazione ed esecuzione di importanti opere, la mancanza di alcune figure che si occupino di osservare le problematiche della nostra città come, ad esempio: un monitoraggio delle strade principali e secondarie, la sicurezza cittadina, decoro urbano, abbattimento delle barriere architettoniche, cartelli segnaletici importanti mancanti, impianti semaforici che mettono in serio pericolo la sicurezza dei cittadini, tutti elementi alla base della funzionalità di una città. Queste figure, se presenti, rappresenterebbero un apprezzabile elemento di differenza rispetto alle precedenti amministrazioni». Secondo Cofrancesco, ci sono «Strade dissestate con enormi buche, marciapiedi sconnessi vedasi ad esempio quello alla rotatoria in fondo al Viale Roma e tanti tanti altri, più volte segnalati, rimasti irrisolti si usa l’arte del transennare, poi quelle transenne rimangono li per anni, marciscono ma le voragini sulle strade e sui marciapiedi restano». A suo avviso, «L’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche 2021-2023 dovrebbe far riflettere». Ricorda di essere stato molto critico «durante l’approvazione dell’atto in consiglio comunale, in primo luogo perché l’assessore di riferimento durante la stesura del piano, non ha coinvolto alcune parti politiche, un piano delle opere lacunoso che aveva bisogno di più ascolto, ci si deve occupare di amministrare e migliorare la città di Massa e non di fare soltanto propaganda politica: meno parole e più fatti. Il modo migliore per rendere una città vivibile è quello di ridurre drasticamente le barriere architettoniche». Pertanto, Cofrancesco invita il sindaco Francesco Persiani a fare sue queste indicazioni, «di procedere ad una valutazione serena della compagine di governo massese, non tralasciando i ruoli dei dirigenti dei vari settori. Non chiediamo poltrone, ma vogliamo essere coinvolti sulle scelte, pretendiamo che queste poltrone vengano affidate a persone capaci e competenti che mettano in primo piano il bene della città». Oltre che da Confrancesco, il testo è firmato da Massa Futura e Toscana Civica per il Cambiamento.

Critiche sul caso Comasca

Da un’altra consigliera, coordinatrice del Gruppo misto, Roberta Dei di Forza Italia, oltre che da Mauro Rivieri, di Fi, e Mario Cipollini, responsabile provinciale associazione Libertà e Diritti, arrivano pesanti critiche sul fatto che «che questa Amministrazione capitanata da Persiani si sia svegliata solamente oggi, dopo due anni dalla segnalazione fatta dalla Ravagli, che denunciava la criticità in cui si trovava la scuola materna della Comasca. Denuncia che è arrivata direttamente sul tavolo dell’assessore Guidi e del dirigente Fernando Della Pina, denuncia che è stata completamente ignorata. Persiani è artefice di un mal governo specializzato nell’immobilismo, governo che quando viene chiamato a confrontarsi con consiglieri e assessori “del fare” (cioè che hanno il piacere e la volontà di lavorare per la propria città), li estromette come è accaduto alla Ravagli, in passato all’assessore Lama ed al vicesindaco Muttini, o costringe i consiglieri di maggioranza a migrare nel gruppo misto». «Massa – aggiungono amaramente – sta diventando una città terminale, degradata, dove le strade e i marciapiedi sono pieni di buche, la viabilità e il decoro urbano sono lasciati nella totale incuria, e non esiste alcun rispetto per i disabili, una categoria di persone fragili, che necessiterebbero dell’abbattimento delle barriere architettoniche. E ridicolo caro sindaco che ancora una volta cerchi di prendersi gioco dei cittadini, se veramente ci fosse stato un intervento tempestivo, attuato al momento della denuncia, due anni fa, dove si parlava di infiltrazione d’acqua, oggi non sarebbe stato necessario trasferire i bambini, creando un grosso disagio alle famiglie, e soprattutto i costi che graveranno sulla comunità sarebbero stati molto inferiori; senza parlare poi delle tempistiche perché se il danno fosse stato preso in tempo, due anni fa, si poteva risolvere velocemente e con poca spesa». R.M.

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